Lo Zolfo: ricerca di chimica

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Ricerca sullo Zolfo (tavola periodica) con descrizione, estrazioni, usi (3 pagine formato doc)

Zolfo Elemento non metallico, di colore giallo, insapore e inodore, di simbolo S e numero atomico 16.
Appartiene al gruppo VIB o 16 della tavola periodica e ha peso atomico 32,064. Conosciuto fin dalla preistoria e ampiamente utilizzato dagli alchimisti, lo zolfo fu individuato come elemento dal chimico francese Antoine-Laurent Lavoisier durante le sue ricerche sui processi di combustione. Proprietà Lo zolfo è insolubile in acqua, ma solubile in alcuni solventi organici e in particolare nel solfuro di carbonio. Se portato alla temperatura di fusione, diventa un liquido color paglierino che si scurisce progressivamente man mano che gli si fornisce calore. Quando lo zolfo fuso viene raffreddato lentamente, le sue proprietà fisiche variano in relazione alla temperatura, alla pressione e al tipo di solidificazione, dando luogo a diverse forme allotropiche.
L'elemento esiste allo stato liquido nelle modificazioni S? e Sµ, e in alcune varietà solide, delle quali le più comuni sono quelle che cristallizzano nel sistema rombico e monoclino. La varietà più stabile è lo zolfo rombico, un solido cristallino giallo che a temperatura ambiente (circa 20 °C) ha densità relativa 2,06. Lo zolfo rombico è leggermente solubile in alcol, etere e oli, e molto solubile in solfuro di carbonio. A temperature comprese tra 94,5 °C e 120 °C è stabile la forma monoclina, che si presenta in cristalli allungati e trasparenti. Quando lo zolfo rombico viene sciolto a 115,21 °C, forma un liquido giallo pallido identificato come S?, che diventa scuro e vischioso a 160 °C, trasformandosi nella modificazione Sµ. Se lo zolfo viene portato al punto di ebollizione, circa 444,6 °C, e rapidamente versato in acqua fredda, solidifica senza avere il tempo richiesto dal processo di cristallizzazione, formando una sostanza vischiosa, elastica, nota come zolfo amorfo o elastico, e costituita per la maggior parte da zolfo Sµ sopraraffreddato. Lo zolfo presenta stato di ossidazione due, quattro e sei; si combina con l'idrogeno e con alcuni metalli per formare i solfuri, fra i quali il più comune è il solfuro di idrogeno, H2S, un gas incolore, velenoso, con odore pungente e fastidioso. Lo zolfo reagisce anche con il cloro in diverse proporzioni producendo il cloruro, S2Cl2, e il dicloruro, SCl2. Se bruciato all'aria, si combina con l'ossigeno formando biossido di zolfo, SO2, un gas incolore dal caratteristico odore soffocante. In aria umida si ossida lentamente ad acido solforico ed è un costituente fondamentale di altri acidi, come l'acido solforico, H2S2O3, e l'acido solforoso, H2SO3. Quest'ultimo ha due atomi di idrogeno che possono essere sostituiti per formare i solfiti acidi e normali. I solfuri acidi, o bisolfiti, di metalli alcalini come il bisolfito di sodio, NaHSO3, producono soluzioni acide mentre i solfiti normali, come il solfito di sodio, Na2SO3, e il solfito di potassio, K2SO3, danno soluzioni debolmente alcaline. Il biossido di zolfo viene liberato nell'atmosfera durante la comb