Divina commedia: analisi del Canto 1 dell'Inferno

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Analisi dettagliata dei primi 72 versi del primo canto dell'Inferno della Divina commedia di Dante Alighieri (7 pagine formato doc)

DIVINA COMMEDIA: CANTO 1 INFERNO

La Divina commedia, Inferno.

Breve introduzione generale alla Commedia. Ognuna delle tre cantiche è composta da 33 canti strutturati in terzine (il numero tre, rappresentativo della santissima trinità, è ricorrente nell’opera) , il primo canto è una sorta di prologo all’intera opera. I canti sono quindi cento in totale.
Lo scopo della Commedia è quello di, come si legge nell’ep XII; 39, “rimuovere i viventi dallo stato di peccatori per portarli alla redenzione”.

CANTO 1 INFERNO: ANALISI

Canto primo. Il paesaggio è terreno ma siamo già proiettati nell’aldilà. Dante parla per sé stesso ma incarna l’intera umanità (dice nostra vita e non mia vita) in cammino verso la redenzione dal peccato. Il paesaggio terreno già prefigura il cammino “strada, selva e colle”.
Quello a cui aspira Dante è un rinnovamento non solo spirituale ma anche politico della società del suo tempo, Dante crede nella divisione dei poteri e nell’imperatore (espressione umana della volontà divina).La scissione del potere temporale da quello spirituale avviene in Italia il 20 novembre 1870 con la Breccia di Porta Pia, quando il Papa viene esautorato dal potere temporale.
Il percorso comincia nella primavera del 1300 anno in cui Papa Bonifacio VII bandì il primo Giubileo della chiesa cattolica. (lo deduciamo perché Dante è nato nel 1265 e, avendo egli 35 anni come si capisce dal primo verso, consegue che 1265 + 35 = 1300). Precisamente è il venerdì santo (cfr. Inf. II, 1 e XII, 112).

Inferno, Canto 1: riassunto e spiegazione

DIVINA COMMEDIA CANTO 1 INFERNO. COMMENTO

1.  1    Nel mezzo del cammin di nostra vita. Il mezzo del cammin indica l’età di 35 anni , dato che a quel tempo l’età media era circa 70. (Conv., IV, XXIII, 6-10). La vita, come già detto è nostra perché Dante incarna in sé tutto il genere umano.
Questo verso deriva da una citazione biblica, Salmo 89-10.

 1.  2    mi ritrovai per una selva oscura mi ritrovai. indica l’assenza di volontà esistente nell’essere dentro alla selva. L’uomo è un balia del vizio rappresentato dalla selva e si è ridotto a non avere più la similitudine divina che lo differenziava da piante ed animali. Ma non necessariamente per malvagità, a volte ciò accade per debolezza. Per : dentro. La selva oscura è la selva del peccato e compare già in Dante Conv. “selva erronea di questa vita” libro IV, XXIV, 12. riprende anche la discesa agli inferi di Enea vv. 171/79. la selva rappresenta la corruzione di Firenze e la complessa situazione di scontro fra Chiesa e Stato che si era creata.

 1.  3    ché la diritta via era smarrita. Chè : poiché. La diritta via, ossia quella di ascesa al paradiso. Il verbo “smarrire” è profondamente diverso da “perdere”: infatti mentre il primo termine indica qualcosa che si può ancora recuperare, il secondo indica una perdita non rimediabile in alcun modo.Boccaccia sostiene che la via sia “smarrita” perché chi vuole può ritrovarla, utilizzando il libero arbitrio.