Canto 1 Inferno: riassunto

Appunto inviato da martnox
/5

Canto 1 Inferno: riassunto, significato allegorico e spiegazione del primo canto dell'Inferno dantesco (3 pagine formato doc)

CANTO 1 INFERNO: RIASSUNTO

Canto primo Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.

A metà della propria vita, dopo essersi smarrito, Dante si ritrova in una selva oscura, intricata e buia che il solo il pensiero basta a risuscitarne la paura. Non sa precisamente dire come vi sia entrato, sa solo che era talmente assonnato nel momento in cui perse il sentiero (la retta via).
Ma dopo che fu giunto ai piedi di un colle, alzando lo sguardo vide che alle sue spalle già spuntava il sole e a quel punto si tranquillizzò un po', dopo aver attraversato la foresta tutta la notte. L'esempio è quello di colui che con il respiro affaticato, si volta a guardare l'acqua ancora pericolosa; così lui si volta a guardare la foresta dalla quale nessuno è mai uscito vivo. Dopo essersi riposato per qualche minuto, iniziò a salire il colle. Ma a un certo punto si presenta davanti a lui una lonza (lince) che non si allontana più, ostacola talmente il suo cammino che più di una volta è costretto a tornare indietro.

Tesina di maturità sull'Inferno

PRIMO CANTO INFERNO: SPIEGAZIONE

Era l'alba e il sole sorgeva in congiunzione con le stesse stelle che erano con lui quando Dio mise in moto per la prima volta il firmamento celeste. Venne fuori anche la figura di un leone che sembrava avercela proprio con lui e la presenza dell'animale bastava a far tremare l'aria. Gli si presentò di fronte anche una lupa che nella sua magrezza sembrava stesse escogitando un metodo per mangiarselo e la paura era tale che perse ogni speranza di raggiungere la cima del colle. Il paragone riportato è quello dell'avaro che accumula denaro senza problemi e quando arriva il momento di darli via, piange e si dispera; così Dante si rattrista nel vedersi costretto a retrocedere verso la selva oscura. Mentre camminava vide una figura i cui contorni non erano ben definiti a causa della poca luminosità. Gli gridò di aver pietà con lui sia che fosse uomo o spirito.

Inferno di Dante: riassunto

RIASSUNTO INFERNO

Egli rispose di non essere un vivente, ma comunque di esserlo stato, i suoi genitori erano di origini lombarde. Nacque ai tempio di Giulio Cesare, dispiacendosi per non essere vissuto a lungo sotto il suo dominio; però visse sotto il buon Augusto ai tempi della nascita di Cristo. Era un poeta e aveva scritto di Enea, di come era giunto in Italia dopo che la sua città (Troia) era stata avvolta dalle fiamme. Gli chiese come mai Dante avesse voglia di tornare in un posto come la selva invece di salire il monte della felicità. Dante riconobbe subito la figura come quella di Virgilio, ispiratore e guida di tantissimi altri poeti; lo cita appunto come proprio autore preferito, l'unico da cui imparò l'arte della tragedia che tanto onore gli aveva tributato.Ha bisogno del grande maestro per salvarsi dalla lupa che lo fa tremare di paura. Virgilio gli risponde che è necessario prendere un'altra direzione per salvarsi dalla bestia che sbarra la strada e ne impedisce il passaggi; è talmente crudele che appena ha finito di mangiare ha più fame di prima. Molti esseri umani somigliano a quest'animale e aumenteranno nel tempo finché non giungerà il veltro che annienterà la lupa e non si ciberà di ricchezza, ma di sapienza.