Principi di Diritto delle Organizzazioni Internazionali, Draetta: riassunto

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le Organizzazioni Internazionali e i loro membri (capitolo 1), struttura e funzionamento delle Organizzazioni Internazionali (capitolo 2) e le soggettività delle Organizzazioni Internazionali e loro ordinamento interno (capitolo 3). Riassunto dei Principi di Diritto delle Organizzazioni Internazionali di Draetta (36 pagine formato doc)

PRINCIPI DI DIRITTO DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI, DRAETTA: RIASSUNTO

Principi di diritto delle Organizzazioni Internazionali, Draetta: riassunto.
Capitolo Primo: Le organizzazioni internazionali e i loro membri.
La comunità internazionale e le sue norme - Il diritto delle organizzazioni internazionali è parte integrante del diritto internazionale.

I soggetti del diritto internazionale sono raggruppati nella comunità internazionale, che è una comunità anorganica: manca di apposite strutture o apparati per porre norme a carattere generale e per assicurarne il rispetto in maniera coercitiva.
I membri della comunità internazionale, essenzialmente gli Stati, si occupano di questi compiti, dato che detengono il monopolio del potere coercitivo. Il carattere di anorganicità della comunità internazionale deriva dal carattere indipendente e sovrano degli Stati, un carattere incompatibile con l’assoggettamento a qualsiasi forma di autorità sovraordinata ed eteronoma.

Diritto delle Organizzazioni Internazionali di Zanchì: riassunto


IL DIRITTO DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI PARTE SPECIALE DRAETTA

Questo contrasto ha portato molti in passato a ritenere impossibile l’esistenza stessa di un diritto che governi i rapporti tra i soggetti internazionali, secondo la vecchia formula ni loi, ni juge, ni gendarme. Le posizioni principali sono:
•    La dottrina positivista tradizionale non ammetteva la possibilità che la vita della comunità internazionale si riducesse di conseguenza a semplici rapporti di forza tra i suoi membri, ma al tempo stesso desiderava salvaguardare il dogma della assoluta indipendenza e sovranità degli Stati. Per questo riconosceva nelle norme pattizie le uniche norme di diritto internazionale (in quanto convergenza di volontà degli stati), e nell’autotutela individuale (legittima difesa) l’unica forma di garanzia dell’attuazione di tali norme. Tuttavia, anche questa costruzione finiva con il negare l’esistenza di un diritto internazionale, perché non riusciva a spiegare sulla base di quale norme superiore di ordine generale le norme pattizie fossero vincolanti!

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RIASSUNTO DIRITTO DELLE ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI DRAETTA

Un altro positivista, Triepel, ipotizzò che, in alcuni casi di coincidenza di interessi tra le parti stipulanti, la norma pattizia internazionale avesse la forza di svincolarsi dalla volontà di tali parti ed elevarsi al di sopra delle stesse, così che queste ne risultassero assoggettate: Teoria della Vereinbarung (= accordo, patto, intesa). La norma pattizia, quindi, da autonoma diventa eteronoma. Questa teoria è superata, ma riesce ancora a suggestionare la dottrina più moderna (es. in chi vede il trattato istitutivo dell’UE come un traité-constitution)
•    Kelsen invece si pose alla ricerca della norma base da cui far derivare la giuridicità di tutte le altre, identificandola con pacta sunt servanda o consuetudo est servanda. Ma ancora resta aperto il problema del reperimento della fonte originaria della giuridicità!