Dinamica situazioni soggettive

Appunto inviato da aiannuzzi
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completamento di situazioni soggettive con le implicazioni che le riguardano (3 pagine formato doc)

Ogni comportamento riferibile ad una situazione soggettiva è esercizio di quella situazione soggettiva. Il concetto di esercizio è essenziale per comprendere il significato delle situazioni soggettive.
Mediante queste diviene applicabile l’insieme delle norme pertinenti alla fattispecie; la loro applicazione consente di determinare se un comportamento concreto è qualificabile come esercizio della situazione soggettiva. Occorre distinguere tra esistenza, titolarità ed esercizio delle situazioni soggettive. Una situazione si dice esistente se esiste un fatto giuridico con efficacia costitutiva: dal fatto nasce il rapporto giuridico del quale la situazione fa parte. La titolarità è il legame tra la situazione e l’oggetto.
Esercizio è ogni comportamento riferibile alla situazione. La titolarità presuppone l’esistenza della situazione, l’esercizio presuppone l’esistenza della titolarità. Detto altrimenti: senza titolarità non vi è esercizio; senza situazione non v’è titolarità. Vi sono tuttavia ipotesi in cui legittimato all’esercizio è un soggetto diverso dal titolare. Il profilo dell’esercizio è studiato per lo più in riferimento a situazioni attive e reali, così là dove si discorre di esercizio della situazione si discorre di esercizio della situazione si intende discorrere del diritto soggettivo di proprietà: si distinguono il potere di godimento e il potere di disposizione. Il primo consiste nella possibilità per il titolare di trarre dal bene tutte le utilità coerenti con la funzione della situazione stessa. Il potere di disposizione, invece, è il potere di provocare una vicenda costitutiva, modificativa o estintiva di un rapporto giuridico. È atto di disposizione del diritto non soltanto il suo trasferimento ad altri ma, ma ogni atto di autonomia, con il quale si costituisca una situazione in capo a terzi. L’atto di disposizione può riguardare situazioni reali o di credito, situazioni patrimoniali o non patrimoniali. Inoltre questo potere può produrre effetti favorevoli o sfavorevoli nei confronti di soggetti diversi dal titolare della situazione esercitata. Il potere di disposizione può talvolta essere esercitato anche da soggetti diversi rispetto al titolare della situazione soggettiva. Quando la situazione soggettiva fa parte di un rapporto complesso, ad es. quello associativo, emerge un ulteriore profilo dell’esercizio delle situazioni soggettive: il potere di controllo. L’organizzazione di enti costituiti da una pluralità di soggetti richiede una divisione dei compiti, sia pure unificati dal perseguimento di un interesse comune. Tali compiti sono comportamenti che rappresentano l’esercizio delle situazioni soggettive facenti capo all’ente. L’esercizio di queste situazioni deve essere controllato. Il potere di controllo non è tipico dei soli enti ma concerne tutte le situazioni soggettive nelle quali l’interesse del titolare dipende dalla cooperazione altrui.