Il taylorismo

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il teylorismo l’organizzazione scentifica del lavoro (1 pagine formato doc)

Untitled IL TEYLORISMO L'ORGANIZZAZIONE SCENTIFICA DEL LAVORO Ci troviamo in piena seconda rivoluzione industriale che va dagli anni '70 del XIX secolo ai primi quindici anni del XX secolo.
In questo periodo abbiamo l'ingresso degli Stati Uniti sulla scena dei paesi più industrializzati. In questo scenario lo scopo delle aziende è quello di sfruttare al massimo i macchinari, così da recuperare gli ingenti investimenti realizzati nell'acquisto degli stessi. In questo panorama le aziende puntano il proprio interesse sul processo produttivo e sulle modalità di svolgimento di lavoro degli operai. Nella ricerca dei mezzi più adottati per ridurre i costi di produzione e ad accrescere i profitti, gli imprenditori cominciano a porre attenzione agli studi sull'organizzazione del lavoro.
Tra i vari esponenti, ha particolare importanza la figura di Teylor, un ingegnere americano che, attraverso l'osservazione dei processi industriali, formulò il principio della catena di montaggio. Il nucleo del taylorismo è la scomposizione d'ogni processo produttivo in semplici operazioni; in pratica ogni mansione è scomposta in azioni lavorative elementari, giungendo in questo modo ad indicare il tempo da dedicate ad azioni molto semplici. La convinzione di Teylor è che la ripetitività e la semplicità dell'azione permettano ad un lavoratore anche non qualificato, di raggiungere livelli di specializzazioni tali da consentirgli la massima efficienza. In questo modo Teylor ha posto le basi della catena di montaggio, dove ogni lavoratore esegue lo stesso compito un'infinità di volte senza errori. La teoria di Teylor è stata acclamata con grande entusiasmo dagli imprenditori dell'epoca, che possono assumere operai poco specializzati e affidare a loro compiti semplici, altamente ripetitivi, ottenendo così un risparmio di costi (salari inferiori) e di tempo. CRITICA AL TEYLORISMO La specializzazione di Teylor, portata agli estremi, si è dimostrata poco efficace. Gli aspetti negativi si possono riassumere in due elementi fondamentali: La rigidità. L'alienazione del lavoratore. Un'eccessiva specializzazione del lavoro porta, infatti, ad una forte rigidità, perché un lavoratore ha imparato ad eseguire solo un piccolo compito, ripetuto centinaia di volte, si trova spiazzato di fronte ad ogni minimo cambiamento. Altro notevole limite è la condizione psicologica nel quale è tenuto il lavoratore, costretto a compiere i medesimi gesti per tutta la sua vita. Il lavoro svolto in questo modo è vissuto in maniera negativa con disinteresse e senza alcuna voglia di fare e di migliorare. IL FORDISMO Le teorie di Teylor furono accolte molto favorevolmente dagli imprenditori dell'epoca, in particolare da Ford, che fu il primo nel 1913 ha introdurre la catena di montaggio nelle proprie autofficine di Detroit. Con il fordismo, che consisteva nell'applicazione concreta delle teorie di Teylor, nel processo produttivi, la produzione veniva a prevalere sul mercato, così pure il lavoro di fabbrica su