Storia del diritto romano

Appunto inviato da hiemsgelida
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Prima parte di appunti molto completi sulla storia del diritto romano (52 pagine formato doc)

Ethan Frome INTRODUZIONE “Diritto” è un termine usato negli stati moderni per indicare in genere un insieme di norme (contenute in un testo ufficiale) applicate imparzialmente da giudici dello stato a singole controversie con lo scopo di mantenere la pace sociale; il rispetto delle decisioni dei giudici è garantito dalla minaccia dell'uso della forza da parte dello stato.
La storia mostra che anche le società primitive, cioè prive di un'autorità centralizzata al di sopra dei gruppi familiari, conobbero varie tecniche per risolvere le liti e assicurare un'ordinata convivenza. In particolare, per le liti di carattere privato si affidarono alla tecnica della mediazione, prevedendo cioè che un intermediario convincesse i litiganti a riconciliarsi oppure che le parti in lite si rivolgessero a un arbitro, rimettendo a questi il giudizio circa chi avesse ragione e chi torto.
Nel caso in cui la lite non avesse carattere strettamente privato ma fosse derivata da un'aggressione fisica o da un furto contro la proprietà, le società senza stato tendevano a risolvere la questione affidandosi al principio della vendetta.La vendetta è l'aspetto più caratteristico del diritto arcaico e delle società tribali. La vittima di un'offesa aveva il dovere di vendicarsi ma doveva farlo nel rispetto di alcune regole fondamentali: la vendetta deve essere proporzionata al torto subito (“occhio per occhio, dente per dente”) e deve essere compiuta a danno del colpevole oppure anche contro gli appartenenti al suo clan.Con la trasformazione delle società tribali in confederazioni territoriali e l'avvento di un'autorità centrale (dal 2000 a.C. in poi) si affermarono quindi istituzioni giuridiche assai più simili a quelle dello stato moderno. L'esempio storico più significativo di graduale evoluzione dal diritto di una società tribale al diritto di uno stato territoriale è certamente il diritto romano, al quale si è ispirata la maggior parte degli ordinamenti giuridici del mondo.Fino al VII secolo a. C. il diritto romano era un diritto trasmesso oralmente e la società viveva nel rispetto delle consuetudini; il diritto aveva carattere religioso e la sua interpretazione era affidata a sacerdoti chiamati pontefici provenienti dalla classe patrizia.Nel V secolo a.C., a seguito della rivolta minacciata dalle classi più povere che si sentivano discriminate dai pontefici, fu allora emanato un codice di leggi scritte, la legge delle XII tavole. Anche se si trattò in realtà di una raccolta di consuetudini già esistenti, fu comunque importante perché per la prima volta affermò il valore di un diritto scritto accessibile a tutti.L'idea romana di un diritto formulato per iscritto in una lingua accessibile a tutti, in stile semplice e chiaro, attraversò tutto il Medioevo, il Rinascimento e l'Illuminismo per giungere in Italia in età comunale; arrivando a costituire il modello delle codificazioni ottocentesche del diritto civile. Nel XIX secolo in Europa occidentale s'a