Democrazia diretta e rappresentativa in Italia

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Descrizione dei modi esistenti in Italia per partecipare alla vita politica: gli istituti di democrazia diretta e rappresentativa (4 pagine formato doc)

DEMOCRAZIA DIRETTA E RAPPRESENTATIVA

Democrazia diretta e rappresentativa.

La nostra costituzione si basa sul principio democratico, infatti “la sovranità appartiene al popolo”. Da questa norma si deduce la distinzione fra democrazia diretta e rappresentativa, in altre parole i modelli principali attraverso i quali si è espresso il regime democratico.
Democrazia diretta: il popolo direttamente decide sulle questioni concernenti le scelte politiche dello Stato, questo costituisce la vera sovranità popolare; esso però è un modello di stato inutilizzabile presso grandi comunità e inoltre non sempre tutti i cittadini vogliono partecipare alle questioni politiche oppure altri possono non possedere le conoscenze di base che occorrono per prendere delle decisioni giuste.
Democrazia rappresentativa (Italia): tipica della concezione liberale democratica dello Stato, su questa base…
- I cittadini eleggono i rappresentanti ai quali delegano l’esercizio della propria sovranità, in altre parole essi decidono in via esclusiva sulle politiche che lo Stato deve operare. Perciò il popolo è titolare della sovranità ma la esercita indirettamente, essa perciò viene anche definita democrazia indiretta.
Il momento attraverso il quale si manifesta tale volontà è il momento delle elezioni.
Comunque anche se il modello seguito dalla nostra Costituzione è quello della democrazia indiretta, essa prevede delle ipotesi nelle quali il popolo è chiamato a esprimere direttamente la propria sovranità.

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DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA OGGI

Queste ipotesi sono indicate come istituti di democrazia diretta; essi sono:
A. Le elezioni
B. L’iniziativa legislativa popolare
C. Il referendum
D. La petizione

Le elezioni. (art. 48 Cost.)
La prima forma di espressione diretta del popolo è costituita dalle elezioni, in esse il popolo conferisce la delega per l’esercizio della sovranità.
In Italia il popolo è chiamato a eleggere i propri rappresentanti in diverse occasioni, esse sono:
- L’elezione dei rappresentanti del parlamento nazionale cioè deputati e senatori; esse sono dette elezioni politiche.
- L’elezione dei consigli regionali, provinciali e comunali, vengono dette elezioni amministrative.
- L’elezione dei rappresentanti nel parlamento europeo, organo della CE, esse sono elezioni europee.
Resta fuori dal circuito democratico la magistratura in quanto i suoi membri non vengono eletti ma assumono la qualifica dopo aver partecipato a un concorso pubblico.
- Il diritto di voto.
Attraverso le elezioni i cittadini esercitano il diritto di voto, riconosciuto dall’art. 48. hanno diritto di votare:
- Tutti i cittadini, uomini e donne che abbiano compiuto la maggiore età, fatta eccezione per le elezioni dei senatori che richiede l’età di almeno 25 anni.
Le elezioni avvengono a suffragio universale diretto.
Un cittadino può essere privato del diritto di voto? Si, ma solo per legge e ove ricorra una delle cause citate nell’articolo 483, esse sono:
- Incapacità civile
- Sentenza penale irrevocabile
- Indegnità morale

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DEMOCRAZIA RAPPRESENTATIVA E PARLAMENTARISMO

L’insieme di tutti i cittadini aventi diritto di voto costituisce il corpo elettorale, per i cittadini italiani residenti all’estero il diritto di voto è manifestabile rientrando in Italia.
- I caratteri del voto.
L’articolo 482 sancisce i caratteri del voto, esso è:
- Personale: l’elettore non può incaricare altri di votare al posto suo.
- Uguale: ogni voto allo stesso valore.
- Libero: ciascun elettore ha il diritto di esprimere il proprio voto in libertà e non può essere condizionato.
- Segreto: il voto va espresso nel più totale segreto, senza che si possa risalire all’identità dell’elettore.
Va ricordato inoltre che votare non è solo il principale diritto politico riconosciuto ma è anche un dovere civico; ciò significa che il cittadino deve sentire l’obbligo civile e morale di votare, anche se non vi è nessuna sanzione per chi rinuncia a tale diritto. Pertanto lo Stato non può obbligare nessuno al voto; in effetti, si va diffondendo sempre più l’astensionismo elettorale, questo è sintomatico della sfiducia nutrita dagli elettori nei confronti dei partiti e della politica.

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