LA POSIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO

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Approfondita analisi in merito alla posizione giuridica di un immigrato in Italia (3 pagine formato doc)

La posizione giuridica dello straniero LA POSIZIONE GIURIDICA DELLO STRANIERO Fino a qualche tempo fa, l'argomento in questione non suscitava particolare interesse.
Oggi non è più così. La maggiore mobilità delle persone, il loro spostamento nell'ambito europeo dovuti alla progressiva integrazione delle economie, le migrazioni in Europa di popolazioni del cosiddetto Terzo mondo alla ricerca di occasioni di lavoro, sono tutte ragioni che hanno reso pressante il problema di una definizione della posizione giuridica dello straniero. Secondo l'art. 10, secondo comma, Cost., “la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”. Esiste perciò: una riserva di legge: la condizione giuridica dello straniero deve essere regolata da una legge e non da altre fonti (quindi non da un regolamento del Governo o da un qualsiasi atto della pubblica amministrazione); un obbligo per il legislatore di adeguarsi alla disciplina internazionale della materia (questo aggancio al diritto internazionale ha l'obiettivo di impedire leggi italiane particolari che impongano limitazioni in senso xenofobo).
La Costituzione, inoltre, all'art. 2, tutela la persona umana e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo. E' chiaro che questa tutela e questa garanzia valgono sia per i cittadini che per gli stranieri. Tuttavia, la Costituzione attribuisce alcuni diritti e doveri solo ai cittadini: Il diritto di entrare nel territorio dello Stato e di soggiornarvi e di circolare liberamente (art. 16). Per gli stranieri, la legge può imporre particolari condizioni e limitazioni. Nell'ultimo decennio si è posto il problema di regolare l'accesso in Italia degli stranieri cosiddetti extracomunitari, cioè provenienti da Stati non facenti parte dell'Unione europea. La legislazione oggi vigente in materia di emigrati da Paesi extra-comunitari è raccolta in un Testo unico. La normativa si propone, da un lato, di essere severa e rigorosa nei confronti degli immigrati irregolari, ma, dall'altro, di favorire il soggiorno di quelli regolari e delle loro famiglie. Essa prevede che un documento programmatico sia emanato dal Governo ogni tre anni con le indicazioni: (a) degli interventi che lo Stato si propone di svolgere, anche d'intesa con gli altri stati, in materia di immigrazione; (b) delle misure economiche e sociali a favore degli stranieri soggiornanti in Italia; (c) dei criteri generali per definire i flussi di ingresso. Le quote massime di stranieri da ammettere sul territorio nazionale per motivi di lavoro sono stabilite ogni anno dal Presidente del Consiglio dei Ministri. La legge dispone inoltre che: per entrare in Italia è necessario un apposito visto di ingresso, senza di che si viene respinti alla frontiera; il visto non può essere concesso a chi non dimostri lo scopo e le condizioni del soggiorno in Italia (nella normalità dei casi un regolare rapporto di lavoro) e non disponga di mezzi di sussistenza; per r