Le regioni italiane

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Gli organi della Regione; La potestà legislativa delle Regioni; Cosa accadrebbe qualora la Regione infrangesse tali limiti? Approvazione delle leggi regionali. (9 pagine formato doc)

Le prime idee circa l'organizzazione di uno stato federalista furono avanzate subito dopo l'unità d'Italia da personaggi come Gioberti e Cattaneo, tuttavia prevalse l'orientamento opposto e lo Stato fu organizzato secondo un modello fortemente centralizz Le Regioni.
Le prime idee circa l'organizzazione di uno stato federalista furono avanzate subito dopo l'unità d'Italia, ma l'istituzione delle Regioni fu ritenuta pericolosa e si preferì non interporre tra lo Stato ed i cittadini alcun soggetto intermedio rilevante da un punto di vista giuridico, lo Stato fu, così, organizzato secondo un modello fortemente centralizzato sia a livello politico sia amministrativo. Si crearono i Comuni e le Province come enti autarchici, dotati di personalità giuridica e capaci di amministrare gli interessi locali entro i confini rispettivi, sotto il perenne controllo da parte dello Stato.
Quasi 100 anni dopo, l'Assemblea Costituente prese atto della necessità di riconoscere le comunità locali e di attribuire loro una certa autonomia. Ci si rese conto, infatti, che lo Stato era portatore degli interessi generali della popolazione, ma che spesso questi non soddisfacevano le esigenze specifiche delle singole realtà locali i cui problemi richiedevano interventi mirati. L'art. 5 della nostra Costituzione sancisce: La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento. Con esso si afferma il principio dell'unità e dell'indivisibilità dello Stato cercando, al contempo, di salvaguardare le esigenze specifiche delle realtà locali. La Costituzione mantenne in vita i due enti locali preesistenti, i Comuni e le Province ed istituì dei nuovi enti territoriali con maggiori poteri, le Regioni. Inizialmente si attuarono le sole Regioni a statuto speciale, mentre per la realizzazione di quelle a statuto ordinario si dovette attendere per più di 20 anni quando, con la legge 7-2-70 n. 108 si disciplinò l'elezione dei Consigli regionali e, con la legge delega n. 382 del 1975, il Parlamento approvò un primo trasferimento di funzioni alle Regioni, cui fece seguito il d.p.r. 616/1977 che diede inizio ad un processo di regionalizzazione mediante: L'attribuzione di funzioni per settori (s'individuarono quattro categorie: l'ordinamento e l'organizzazione amministrativa, i servizi sociali, lo sviluppo economico e l'assetto e l'utilizzazione del territorio); La possibilità di delegare alle Regioni ulteriori competenze amministrative (art. 118 c. 2). Anche dopo questi riconoscimenti, si era, tuttavia, lontani dalla creazione di uno Stato regionale, intendendo come tale una via intermedia tra lo Stato unitario e quello federale (lo Stato federale prevede la contrapposizione dei governi locali a quello centrale e presuppone la parità tra gli stati federati, mentre il regionalismo prevede il riconoscimento di sfere di autonomia legislativa, finanziaria e amministrativa all