"Abecedario - La Grafica del Novecento", di S. Polano e P. Vetta

Appunto inviato da sanasun
/5

Sinetsi(con integrazione di appunti personali) del libro "Abecedario - La Grafica del Novecento" di Sergio Polano e Pierpaolo Vetta: scuola tedesca, bauhaus, scuola olandese, scuola inglese, scuola italiana, scuola americana (11 pagine formato doc)

La scuola tedesca



Peter Behrens



Dal realismo sociale dei dipinti dei primi anni novanta, l'ispirazione di Behrens muove verso il simbolismo, per approdare allo Jugendstil; disegna anche oggetti d'uso: porcellane, vetri, mobili e arredi vari.

Del 1989 è la sua prima prova di lettering: Behrens è fortemente convinto che, subito dopo l'architettura, sia la tipografia a fornire l'immagine più caratteristica di un'epoca e la più forte testimonianza del suo progresso spirituale.

Per darne prova scrive, impagina e illustra il suo primo saggio importante nel 1900, con una scrupolosa cura visuale.
Probabilmente per la prima volta nella storia della tipografia, il testo è composto in uno carattere a bastoncino, che si affermerà come il carattere della modernità nei decenni successivi.

Il problema della riforma tipografica e del disegno dei caratteri è uno dei temi che più impegnano Behrens all'inizio del ‘900, con l'obiettivo di trovare un nuovo carattere, consono al sentire e allo stile contemporaneo, caratterizzato da semplicità e leggibilità, perché abbiamo bisogno di un carattere di stile serio per i libri seri: solo allora potremo trasferire questo stile nella vita quotidiana.

Nel 1901-02 vede la luce il suo primo carattere a stampa, il Behrens-Schrift (molto vicino alla sua nitida calligrafia, che sarà seguito dal Behrens-Kursiv). Nella nota di presentazione spiega che un nuovo carattere può svilupparsi solo in modo organico e quasi inavvertibile dalla tradizione, in armonia con i nuovi contenuti spirituali e materiale di tutta l'epoca.
Inoltre la lettura di un testo è simile all'osservazione del volo di un uccello: un fenomeno che appare aggraziato e piacevole anche se l'occhio non distingue i dettagli delle forme o dei movimenti; l'osservatore vede solo il ritmo delle linee, e lo stesso vale per un carattere.