Candela Guido, Scorcu Antonello. Economia delle arti

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Riassunto del libro, esclusi i capitoli 12 e 13 e gli approfondimenti "L'architetto" (142 pagine formato doc)

Attenzione di lunga data di artisti e collezionisti per gli aspetti economici dell’arte; l’interesse degli economisti per l’arte è invece più recente, sia perché la nascita della moderna economia politica è essa stessa recente (secondo 700) sia perché l’analisi economica viene rivolta alla produzione di massa (il mercato dell’arte è visto come un’eccezione nel funzionamento delle moderne economie industriali); tuttavia, progressivamente si è sviluppata una specializzazione dell’economia detta, per l’appunto, economia dell’arte.


Attualmente molti segnali suggeriscono l’avvenuto raggiungimento di un elevato grado di autonomia di questa parte della scienza economia: vastità di pubblicazioni di saggi, monografie e raccolte; nascita e sviluppo di riviste specializzate; presenza sempre più frequente di articoli di economia dell’arte nelle più conosciute riviste di economia; associazioni internazionali che organizzano sistematicamente convegni scientifici su questi argomenti; si tratta di un insegnamento riconosciuto nell’ordinamento universitario italiano; numerosi sono i siti Internet dedicati al rapporto tra cultura ed economia.


L’economia dell’arte analizza gli aspetti economici:
delle arti dal vivo, che riguardano gli spettacoli di immediata fruizione (come la musica rock) o di élite (musica classica, opera e balletto)
delle arti riproducibili, come il cinema, la televisione, il libro e il disco
dei beni culturali, cioè dei beni storici che sono la manifestazione della cultura di un popolo
delle arti visive, che trattano delle diverse manifestazioni artistiche che nascono dalla pittura e dalla scultura
della fine art, una categoria residuale che comprende mobili, gioielli e, in genere, i diversi oggetti da collezione che soddisfano il gusto del bello