Economia Aziendale

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Economia Aziendale per gli studenti della facoltà di economia dell'istituto Navale (formato word pg 35) (0 pagine formato doc)

Autofinanziamento e capitale circolante netto (CCN) Autofinanziamento e capitale circolante netto (CCN) La determinazione dell'autofinanziamento o capitale d'origine interna.
L'autofinanziamento in senso stretto è il conseguimento di utili netti attuato in modo palese ed occulto (nuova ricchezza resa disponibile dalla gestione). L'autofinanziamento in senso ampio è il fenomeno finanziario capace di produrre un miglioramento del preesistente rapporto tra investimenti e mezzi finanziari attinti da terzi o conferiti dalla proprietà. Questa definizione include: il fenomeno del reintegro della ricchezza investita o “capitale rigenerato” Il fenomeno di produzione di nuova ricchezza o “capitale autogenerato”. Le risorse finanziarie, liberate dal conseguimento dei ricavi che nell'esercizio realizzano l'ammortamento economico, rappresentano la rigenerazione del capitale precedentemente investito (capitale rigenerato) in fattori a fecondità ripetuta, che può essere temporaneamente distolto - fino al momento del rinnovo di tali fattori - dalla destinazione originaria e diversamente utilizzato per finanziare altri investimenti.
Oltre all'ammortamento bisogna prevedere che una parte delle risorse finanziarie debba coprire eventuali perdite. Nella misura in cui sono remuneratori, i ricavi, oltre a rigenerare le risorse finanziarie precedentemente investite in fattori a fecondità ripetuta, possono far nascere ex-novo risorse che resteranno a disposizione dell'azienda per periodi più o meno lunghi. Si parla in tal senso di capitale autogenerato, che può essere distinto in 2 componenti: una prima componente, solo temporanea, corrisponde alla copertura alle risorse finanziarie generate dai ricavi che coprono costi presunti futuri, anticipati al presente a fronte di rischi in essere, per i quali costi non è stata sostenuta alcuna uscita finanziaria. una seconda componente è rappresentata dall'utile del periodo. La seconda componente è a sua volta costituita da due porzioni. Una porzione temporanea, costituita dagli utili destinati ad essere distribuiti ai soci; una porzione definitiva destinata a riserve di capitale e quindi a permanere nell'azienda senza vincoli di tempo costituiti. La misura dell'autofinanziamento di un periodo non necessariamente corrisponde all'incremento delle risorse monetarie a disposizione dell'impresa, basti pensare che la differenza tra “ricavi” e “consumo dei fattori a fecondità semplice per realizzare la produzione venduta nel periodo di riferimento” non è una differenza tra flussi di entrate e di uscite monetarie. La parte monetaria dell'autofinanziamento si ottiene come differenza tra ricavi e costi monetizzati nel periodo; mentre la parte non monetizzata si ottiene per somma algebrica delle variazioni intervenute nella consistenza delle scorte e dei crediti e debiti di funzionamento. N.B. Dal punto di fuga comincia l'autofinanziamento che consiste nella rigenerazione del capitale; dal