Modulazione am

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Relazione sulla modulazione am (0 pagine formato doc)

Data: 04/11/05 Istituto Tecnico Industriale Statale “E.
Majorana” Data: 28/01/06 Lab. Telecomunicazioni Relazione di telecomunicazioni Alunno:Catenacci Oreste Classe: 5^B Titolo: Modulazione AM Scopo: Verificare la modulazione in ampiezza di un segnale elettrico. Schema : VLF Vportante = 0.3 V ch1 =Portante fHF = 11 MHz f = 10 MHz ch2 =Modulante fFL = 10 KHz f LF = 10 KHz Strumenti utilizzati : Oscilloscopio a doppia traccia,20 MHz (kenwood,cs-4125); Generatore di funzione (GW gfg-80206); Alimentatore duale ±12 V(Elettronica Veneta,power supplì ps1/ev); Monitor di spettro (cushman ce-15); Generatore di segnale (Elettronica Veneta); Cenni teorici sulla modulazione AM La modulazione non è altro che una traslazione di banda; nella modulazione entrano in ballo due segnali detti modulante (Vm), a cui viene associata una frequenza fm, e portante (Vp), a cui viene invece associata una frequenza fp, supposto inoltre fm>fm), risulta ovvio che in un periodo di Vm ve ne siano ben 10.000 di Vp. Da una formula matematica risulta che il segnale modulato che vien fuori dalla modulazioni di questi due segnali generici è: Vam(t) = [A+Ka*cos?mt]*cos?pt dove Ka rappresenta la “costante di modulazione” il cui valore è sempre ?1 e pertanto supposto per semplicità uguale a 1.
In effetti il modulatore non fa altro che moltiplicare i due segnali, e ciò è possibile solo se all'interno del modulatore vi sono componenti non lineari. L'andamento della Vam(t) in uscita dal modulatore risulta quindi essere il seguente: Vam(t) A+B A-B t Come si nota dal grafico sopra riportato il segnale Vam(t) ha la stessa frequenza della portante ma il suo valore d'ampiezza dipende sia dalla portante stessa che dalla modulante. L'inviluppo, ovvero quella linea immaginaria che unisce tutti i picchi della modulata, rappresenta proprio l'andamento della modulante. Si possono distinguere re casi particolari con la modulazione di ampiezza: quando m=0 quando m=1 quando m>1 Nel primo caso di trasmette solo la portante non modulata in quanto è assente il segnale modulato (B=0); nel secondo caso si dice che la portante è stata modulata al 100 % in quanto l'ampiezza della portante risulta uguale a quella della modulante. In questo caso gli inviluppi della parte positiva e di quella negativa del segnale si toccano in un punto e si è al limite della distorsione. E' una situazione sicuramente da evitare. Nel terzo caso l'inviluppo del segnale AM non risulta più sinusoidale in quanto l'ampiezza della modulante è maggiore dell'ampiezza della portante. Conseguenza di tale condizione è il taglio dei picchi del segnale modulato per la sovrapposizione degli inviluppi. E' la cosiddetta sovramodulazione. Vam(t) Vam(t) t t 1 2 Vam(t) Vam(t) t t 3.1 3.2 SPETTRO DEL SEGNALE AM Lo spettro del segnale AM è la rappresentazione ampiezza/frequenza che indica la distribuzione delle varie componenti, che costituiscono il segnale, in funzione della frequenza, determinando così la banda occupata e l