Introduzione all'epica

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L'etimologia del termine, le origini, la struttura (2 pagine formato doc)

Epica deriva dalla parola épos, un termine greco che significa "parola", "discorso".

L'epopea riguarda il complesso della produzione epica di un popolo o di una letteratura, che concentra nell'unità di poemi un magma di racconti elaborati dalla tradizione.
I due grandi poemi epici, l'Iliade e l'Odissea, non rappresentano il punto d'inizio della poesia greca ma, al contrario, un punto d'arrivo, un esempio di perfezione.

Il cosiddetto Vaso dei mietitori, trovato a Creta negli scavi ad Haghià Triada, ci chiarisce forse l'inizio della poesia epica. In ambiente cretese e poi miceneo cominciarono probabilmente a diffondersi canti legati al culto di qualche divinità naturale: erano canti per invocare la fertilità dei campi, la fecondità dei greggi, del proprio matrimonio, la salute e così via.


Nasce così la poesia epica legata a temi fondamentali come il culto dell'eroe, la celebrazione di fatti storici in cui l'eroe sia coinvolto, l'esaltazione di miti storici e religiosi e poi la sintesi e la sistemazione dell'universo divino.

L'Illiade
ci presenta Achille nel libro IX, mentre giungono alla sua tenda i messi di Agamennone. Non compaiono in questo poema i cantori di professione, gli aedi, ma Elena, nel libro VI, predice che lei e Paride diventeranno argomento di poemi futuri.

Nell'Odissea, invece, appare numerose volte la figura del cantore di professione, invitato alle feste dei signori e trattato come persona degna di grande riguardo.

Il termine aedo deriva dal greco aéidein, "cantare": era il poeta che intonava sulla cetra canti che esaltavano le gesta degli eroi e degli dei.

La struttura dei poemi epici è quasi sempre uguale:


  • Il componimento inizia sempre con un proemio in cui si trovano l'indicazione sintetica dell'argomento del poema, l'invocazione e la dedica alla Musa.
  • Il cuore dell'opera è costituito dalla narrazione delle vicende, dall'intreccio, e il poema termina con una conclusione, la catarsi.
  • La conclusione è quasi sempre costituita da un fatto eccezionale che risolve in modo deciso, spesso violento, tutte le storie che si sono intrecciate nel poema.