Diomede attacca Afrodite

Appunto inviato da r0ss
/5

Episodio durante il quale l'eroe Diomede attacca e ferisce la dea Afrodite, che sta soccorrendo il figlio Enea (1 pagine formato doc)

Sicuramente Enea sarebbe morto se sua madre Afrodite non lo avesse visto.
La dea tese le braccia attorno al figlio e lo protesse dai dardi con il suo peplo splendente, perché nessuno dei greci gettandogli una lancia nel petto potesse ucciderlo. Ella traeva il figlio fuori dalla battaglia; Steselo non dimenticò l’ordine ricevuto da Diomede e portati i cavalli fuori dalla mischia, catturò quelli di Enea e li portò verso il campo acheo e li diede a Deipilo, l’amico che tra tutti i coetanei era a lui più affine. Nel frattempo steselo salì sul cocchio e afferrando le briglie, lanciò i cavalli verso Diomede. L’eroe con la spada inseguiva Afrodite, sapendo che non è una dea guerriere e quindi non è Atena o Eniò.
Raggiunse la dea a scagliò la lancia che la ferì il polso; l’asta penetrò nella pelle attraverso al peplo divino, a cui lavorarono le Grazie, all’altezza del polso, il sangue immortale della dea sgorgò, l’icore, quello che scorre negli dei. Essi non mangiano pane né devono vino, non hanno perciò sangue e vengono detti immortali.