Tersite e Odisseo

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Parafrasi del brano del poema omerico narrante il dibattito fra Tersite e Ulisse (2 pagine formato doc)

Gli altri dunque stavano seduti, e furono tenuti a posto (siedevano silenziosi).
Solo Tersite parlava ad alta voce senza stile (in modo smisurato),
perché molte parole aveva in cuore, ma venivano dette a caso,
vane, disordinate, utilizzate per parlar male dei re:
quello che a lui sembrava per i Greci sarebbe stato buffo.
Era l'uomo più brutto che era mai venuto sotto il dominio di Ilio.
Aveva un naso largo e schiacciato ed era zoppo da un piede, le sue spalle erano torte, curve e rientranti sul petto; il cranio
era aguzzo sulla sua cima, ed i capelli erano radi.


Era odiato molto, soprattutto da Achille e da Odisseo,
poiché parlava sempre di loro, ma in quel momento diceva ingiurie
contro il glorioso Agamennone, vociando stridulo; certo che i Greci ce
l'avevano con Agamennone, lo odiavano, però solo nel loro cuore;
ma Tersite con parole, accusava Agamennone urlando fortemente:
- Figlio di Atreo, di che ti lamenti? Che pensi ancora? Hai la tenda piena di bottini di guerra, donne scelte, perché noi Greci le diamo a te prima che a noi, quando abbiamo preso il dominio di una città fortificata;


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