Tersite: parafrasi

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parafrasi del brano "Tersite" dall'Iliade di Omero (3 pagine formato doc)

Tersite: parafrasi - Gli altri dunque stavano seduti, e furono tenuti a posto.
Solo Tersite parlava ad alta voce senza misura, perché molte parole le aveva in cuore, ma venivano dette a caso, vane, disordinate, utilizzate per parlar male dei re: quello che a lui sembrava per i Greci sarebbe stato buffo. Era l'uomo più brutto che era mai venuto sotto il dominio di Ilio. Aveva un naso largo e schiacciato ed era zoppo da un piede, le sue spalle erano torte, curve e rientranti sul petto;

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il cranio era aguzzo sulla sua cima, ed i capelli erano radi. Era odiosissimo, soprattutto ad Achille e a Odisseo, poiché parlava sempre di loro, ma allora diceva ingiurie contro il glorioso Agamennone, vociando stridulo; certo che i Greci ce l'avevano con Agamennone, lo odiavano, però solo nel loro cuore; ma Tersite con parole, accusava Agamennone urlando fortemente: - Figlio di Atreo, di che ti lamenti? Che pensi ancora? la tua tenda è piena di bottini di guerra, scelte, perché noi Greci le diamo a te prima che a noi, quando abbiamo preso il dominio di una città fortificata;

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