Tersite, Iliade: parafrasi

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Parafrasi del brano "Tersite" dall'Iliade di Omero (3 pagine formato doc)

TERSITE ILIADE: PARAFRASI

Tersite, Iliade di Omero.
Gli altri dunque stavano seduti, e furono tenuti a posto.
Solo Tersite parlava ad alta voce senza misura,
perché molte parole le aveva in cuore, ma venivano dette a caso,
vane, disordinate, utilizzate per parlar male dei re:
quello che a lui sembrava per i Greci sarebbe stato buffo.
Era l'uomo più brutto che era mai venuto sotto il dominio di Ilio.
Aveva un naso largo e schiacciato ed era zoppo da un piede, le sue spalle  erano torte, curve e rientranti sul petto; il cranio
era aguzzo sulla sua cima, ed i capelli erano radi.

Lo scontro tra Tersite e Ulisse: parafrasi

QUALE ACCUSE RIVOLGE TERSITE AD AGAMENNONE

Era odiosissimo, soprattutto ad Achille e a Odisseo,
poiché parlava sempre di loro, ma allora diceva ingiurie
contro il glorioso Agamennone, vociando stridulo; certo che i Greci ce
l'avevano con Agamennone, lo odiavano, però solo nel loro cuore;
ma Tersite con parole, accusava Agamennone urlando fortemente:
-   Figlio di Atreo, di che ti lamenti? Che pensi ancora? la tua tenda è piena di bottini di guerra, scelte, perché noi Greci le diamo a te prima che a noi, quando abbiamo preso il dominio di una città fortificata;
ma ancora tu hai sete di oro, che ti porti qualcuno i Troiani domatori di cavalli, riscatto per il figlio che io ho preso e legato da solo o da un altro dei Greci? o vuoi una giovane donna, per fare con ella all'amore, e che tu solo possieda in disparte? Ma questo non è giusto, non è giusto che un capo immerga nella sofferenza i figli dei Greci.

Ah poltroni, brutti vigliacchi, uomini effeminati e imbelli, a casa, si, torniamo sulle navi, lasciamo costui qui, a Troia, a dirigersi i suoi onori, così potrà vedere se tutti noi lo andremo ad aiutare o no.

QUALE ACCUSE RIVOLGE TERSITE AI GRECI

Egli che è stato offeso anche da Achille, che è un uomo migliore di lui, ha preso il suo dono, gliel'ha strappato! Da vero Achille non aveva ira nel suo cuore, è paziente, se no offendetevi ora per l'ultima volta il figlio di Atreo.

Tersite diceva così infamando Agamennone, capo supremo degli eserciti, e a lui si avvicino subito il glorioso Odisseo guardandolo minaccioso, lo investì con dure parole:
-    Tersite, che dici parole confuse, per quanto acuto oratore,
Smetti e non osare ancora offendere i re.
Io dico che un altro uomo più vile di te non possa esistere,
dì tutti gli atridi che vennero sotto Ilio.
Perciò tu non osare nemmeno nominare i Re;
non buttar fuori ingiurie, non ti curare del ritorno.