L'educazione estetica dell'uomo di Schiller: riassunto

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Riassunto delle Lettere sull'educazione estetica dell'uomo di Schiller e il suo significato (25 pagine formato pdf)

L'EDUCAZIONE ESTETICA DELL'UOMO DI SCHILLER: RIASSUNTO

Estetica. Lettere sull'educazione estetica dell'uomo - Friedrich SchillerHegel completa il percorso di Schiller (per Kant i giudizi estetici devono essere universali, ovvero una cosa può non piacere ma deve esserne riconosciuta la bellezza). Hegel dirà che la ricomposizione della totalità del reale è propria di tutta la realtà “tutto ciò che è razionale è reale, tutto ciò che è razionale è reale”, non è un a priori della nostra mente, ma giunge con l’esperienza. Tutte le opposizioni che il nostro intelletto percepisce vengono conciliate dall’estetica. Schiller supera i limiti di Kant, che considerare il sentire come una barriera. Schiller ha infranto l’astrazione di Kant, la soggettività, e ha concepito per primo l’idea di verità che giunge attraverso l’unità e la conciliazione, anche se solo nell’arte.

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EDUCAZIONE ESTETICA: SIGNIFICATO

Per Schiller la bellezza è un valore (già Goethe la definì una “forma vivente”), non un ornamento. Ogni uomo porta in sé il gene dell’uomo ideale, che deve essere educato attraverso l’estetica. Di Kant si diceva che non circolasse sangue nella sua filosofia; Hegel dà carattere più sanguigno al suo pensiero,
postula la possibilità di unire il particolare e l’universale, lo spirituale e il naturale, necessità e libertà, il vero ed il reale; questo è stato il completamento di Hegel alla teoria di Schiller, e che sta alla base del suo stato ideale.
Nelle Lettere Schiller finge di scrivere delle missive ad un conte; la forma epistolare è tipica del Settecento, in un momento in cui il classicismo tedesco sta raggiungendo picchi inarrivabili, e la filosofia raggiunge vette straordinarie.

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SCHILLER LETTERE SULL'EDUCAZIONE ESTETICA DELL'UOMO: RIASSUNTO

LETTERA 1: etica ed estetica tendono a coincidere, retaggio della cultura greca, in particolare di Platone. Non esiste solo la libertà morale dell’intelletto di Kant, sarebbe una visione troppo parziale del mondo. Kant nasconde al sentimento la sua ragion d’essere. Secondo il suo pensiero, i fenomeni scorrono e
l’intelletto cerca di afferrarli e costringerli entro gabbie concettuali, e ciò per Schiller è una schiavitù. Le parole in cui si traduce il fenomeno, per Schiller sono “povero scheletro verbale”. Filosofo è colui che esercita la scomposizione analitica. Le problematiche di Schiller sono filosofiche rispetto alla filosofia di
Kant, ma politiche rispetto alla Rivoluzione Francese, che d’altronde costringe gli intellettuali del tempo a prendere una posizione ben precisa. Schiller deve pensare a giustificare l’interesse verso l’estetica in un momento storico del genere, che sembra tanto inappropriato ad accogliere una riflessione del genere, e lo fa affermando che il dominio dell’arte non è una zona poi così circoscritta.

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