L'estetica antica

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Descrizioni degli studi di estetica a partire dall'Antica Grecia e dall'Antica Roma (8 pagine formato doc)

L'estetica antica.

Introduzione: l'ordine bello e i principi dell'estetica antica.


INTUIZIONE DEL BELLO E DEL MONDO.
Per gli antichi greci la scoperta della bellezza coincise con l'intuizione dell'universo. Ai loro occhi il mondo si mostrò nel folgore di un kosmos, cioè un ordine bello, un sistema coerente di parti articolate tali da suscitare un sentimento di ammirazione. La vita dell'uomo trasse cosi le sue regole e le sue istituzioni da un fecondo agone con la forma dell'universo e il principio dell'ordine bello venne a ispirare quasi ogni ambito dell'esperienza. L'ambito conoscitivo, poiché apprendere la verità significa sollevarsi dal visibile all'invisibile, l'ambito morale perché conquistare il bene significa confermare il carattere e la condotta dell'individuo alla razionalità dell'ordine cosmico, l'ambito religioso poiché immaginare un phanteon significa promuovere a un livello superlativo la struttura della società modellata sull'ordine cosmico e l'ambito artistico perché produrre un'opera d'arte significa garantire ad una serie di elementi formali una simmetria analoga a quella dell'ordine cosmico.


ESTETICA ANTICA E MODERNA. La disciplina cui a metà del XVIII secolo Alexander Baumgarten impose il nome di estetica intendendo la dottrina della conoscenza sensibile e della sua perfetta realizzazione nella bellezza, non ebbe dunque nell'antichità un suo territorio storico. L'estetica moderna è abituata a cercare la bellezza soprattutto nell'opera d'arte e ad ammirarla in quanto rappresentazione di un significato indipendente da qualsiasi vincolo morale.