Leon Battista Alberti e De re aedificatoria

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Riassunto del testo di estetica sul prologo "De re aedificatoria" di Leon Battista Alberti a cura di Elisabetta di Stefano (3 pagine formato doc)

LEON BATTISTA ALBERTI: DE RE AEDIFICATORIA

Leon Battista Alberti (1404-1472) non si può considerare propriamente un architetto, ma piuttosto un consulente umanistico.

Questa camaleontica capacità di sondare le più diverse discipline è testimoniata dalla quantità ed eterogeneità dei suoi scritti, in lingua latina e volgare; essi spaziano dai dialoghi filosofici agli scritti letterari, dalla teoria delle arti ai testi tecnici dedicati ai vari argomenti: diritto, grammatica, allevamento dei cavalli, retorica, matematica applicata. In ambito tecnico e ingegneristico non si limitò alla teoria ma inventò un metodo per misurare la pianta della città di Roma e riuscì a portare a galla una delle antiche navi romane del lago di Nemi.

Tra i suoi interessi quello per l’architettura è particolarmente forte e costante. Secondo Alberti tra tutti gli svaghi, il più eccellente e l’unico degno d’un uomo libero, è quello di viaggiare  per le città e regioni, guardare con ammirazione i numerosi templi e i teatri. E’ in dubbio se il De re edificatoria sia conseguente alle consulenze prestate intorno al 1450 o se Alberti abbia avuto incarichi nei cantieri solo dopo avere mostrato, nel 1452, il trattato al Papa Niccolò V.

Leon Battista Alberti: biografia e opere

LEON BATTISTA ALBERTI: DE RE AEDIFICATORIA 1485

L’ipotesi più accreditata è che intorno alla metà del quattrocento, egli abbia iniziato la stesura del De re aedificatoria, una complessa opera in 10 libri a cui continuò a lavorare  fino agli ultimi giorni di vita. L’opera presentava parecchie difficoltà linguistiche e concettuali evidenziate dallo stesso Alberti, perciò ne chi aveva una preparazione tecnica, ne i colti appassionati di arte, erano in grado di comprenderlo. Alberti conferisce al suo testo fluidità ed eleganza. Pur mantenendo lo schema generale e la divisione in dieci libri il De re aedificatoria si presenta più sistemato e organico rispetto al De Architectura di Vitruvio, poiché si sviluppa secondo un percorso espositivo che procede dai genera alle species. Per Vitruvio l’architettura comprende 3 ambiti: la meccanica, che riguarda la costruzione delle macchine di cantiere, la Gnomonica che traccia la traiettoria del sole sull’orizzonte,  l’edificazione che si occupa degli edifici destinati a uso pubblico o privato.

LEON BATTISTA ALBERTI INNOVAZIONI

Nell’opera di Alberti invece la Gnomonomica è assente, la meccanica è ridotta a tecnica ausiliaria di cantiere e l’interesse l’interresse si concentra sulla res aedificatoria. L’aggettivo aedificatoria circoscrive la sfera della riflessione alla sola edificazione, mettendo in primo piano la dimensione socio-politica e antropologica della teoria Albertiana, il sostantivo res la estende dagli aspetti pratici e costruttivi a quelli progettuali e teorici, fino ad abbracciare l’intera questione dell’edificare. Il sistema moderno delle Arti si afferma definitivamente solo nel 1746 quando, viene assunto il concetto che la poesia, la pittura, la scultura, la musica e la danza, appartengono alla sfera della bellezza in virtù del fatto che producono piacere. Il termine Arte nel V secolo veniva attribuito al concetto di artes liberales che a loro volta venivano distinte in due branche: il tivio ovvero la grammatica, la retorica e la dialettica; il quadrivio ovvero  aritmetica, geometria, musica e astronomia. Le artes vulgares  invece comprendevano tutte le attività praticate dal volgo, dalla gente comune che doveva esercitare un mestiere per vivere. Nel prologo Alberti indica come oggetto della sua indagine arte et rebus: l’arte dell’architetto, con i suoi principi e le sue regole, ma anche la vasta gamma delle sue produzioni e i problemi, pratici e teorici, relativi alle differenti tipologie costruttive, destinate a uso pubblico o privato, sacro o profano, ricreativo o lavorativo. Alberti si preoccupa di delimitare parti costitutive e i confini territoriali.