La regina Margot

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Recensione del film drammatico francese di Patrice Cheeau (1994). (2 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

RECENSIONE DA PUBBLICARE SUL GIORNALINO SCOLASTICO RECENSIONE DA PUBBLICARE SUL GIORNALINO SCOLASTICO Titolo: “La regina Margot”(“La reine Margot”) Anno: 1994 Durata: 145' Origine: Francia Genere: drammatico Formato: panoramica a colori Tratto da: “La regina Margot” di Dumas e “Caterina dei Medici, una regina sul trono di Francia” di Orieaux Direttore di produzione: Jean Claude Bourlat Distribuzione: Warner Bros Regista: Patrice Cheeau Attori: Isabelle Adjani: MARGOT Daniel Auteuile: ENRICO DI NAVARRA Jean hugues Anglada: CARLO IX Virna Lisi: CATERNA DEI MEDICI Vincent Perez: LA MOLE Claudio Amendola : COCONNAS Asia Argento : DAMA DI CORTE Corte del Louvre 1572: matrimonio tra la cattolica Margot (figlia di Caterina dei Medici) e il protestante ugonotto Enrico di Navarra , mera formalità, tentativo di porre fine ad una delle tante guerre di religione.
Ed è su quest'esordio che Chereau modella la sua storia ora violenta ora sensuale, in un sapiente gioco di antitesi: cattolici e protestanti, vita e morte, buio e luce, bianco e nero, amore e odio.
Non solo violenza, ma anche sentimenti profondi: un conflitto tra popoli e un'insolita amicizia tra un ugonotto e un cristiano, l'odio dilaniante nelle guerre i religione e l'amore passionale tra Margot e il misterioso La Mole. Questi gli ingredienti di un mix ben riuscito, che non può non coinvolger lo spettatore, il quale, inorridisca o meno, è inevitabilmente catturato dal sangue che esce dalle vene come la vita dai corpi. E' lo stesso sangue che esce a fiotti dai corpi straziati degli ugonotti,lo stesso sangue che scorre nelle vene della famiglia reale, è il sangue che domina le orride scene di violenza raccapriccianti, ma finalizzate a un'enfatizzazione tale da rendere il più possibile veritiera la descrizione di un macabro fatto della storia. E nasce proprio da questa necessità di aderire alla realtà, la libera ispirazione del regista ai romanzi di Dumas e Orieux, e, pur risultandone un perfetto sincretismo tra testo filmico e romanzi, si può riscontrare la presenza di alcuni simbolici oggetti sostitutivi . Ne è un esempio l'amicizia nata tra il cattolico Coconnas e l'ugonotto La Mole, motivo di critica alle guerre di religione che interessano i potenti a discapito del popolo. Questo il messaggio di Chereau, che oppone al materialistico fanatismo umano, rappresentato da Caterina dei Medici, la forza dei sentimenti che conduce Margot ad un cambiamento. Messa in scena molto teatrale, sia per la colonna sonora che per i colori, che contribuiscono a focalizzare l'importante ruolo che ha il potere nella narrazione. E' la lugubre figura di Caterina dei Medici ( per la quale interpretazione Virna Lisi ha meritato il premio a Cannes)a detenerlo, personaggio in apparenza secondario, ma che in realtà macchina, trama, decide, muove le pedine del suo tragico gioco di morte. Film di impegnativa visione, bensì meritevole non solo per l'abile macchinazione della sto