Riflessioni sull'immagine della caverna di Platone: il significato

Appunto inviato da pedro1966
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Il significato del mito della caverna di Platone (2 pagine formato doc)

CAVERNA DI PLATONE SIGNIFICATO

Riflessioni sull'immagine della caverna platonica.

Se volessimo iniziare la nostra analisi sul significato dell’eikon platonico della Caverna, analizzando ipotesi più o meno fantasiose, potremmo indirizzare la nostra attenzione sulla presenza dei “portatori di statue”.
Durante la lezione di martedì u.s., si è detto – a più riprese – che questi personaggi sarebbero – per Platone – i sofisti; i quali, esperti dell’arte eristica e incantatori, offrirebbero agli occhi dei prigionieri semplici ombre, trasposizione di oggetti che falsano la realtà.
Ci siamo chiesti quale sia la loro missione, se essi abbiano o meno coscienza del loro ruolo all’interno della Caverna, se siano liberi di gettare le loro statue per terra e di uscire fuori da quel ventre buio.

Significato del mito della caverna di Platone

MITO DELLA CAVERNA SIMBOLOGIA

Secondo la mia personale concezione, i portatori di statue rappresenterebbero si! i sofisti, ma essi sarebbero perfettamente coscienti di ciò che fanno.

Il loro ruolo è vincolato dall’osservanza di un precetto che è stato loro imposto da Platone stesso. Platone, in verità, si serve di loro per fornire a noi lettori un insegnamento: vale a dire, che l’umanità – incarnata nei prigionieri – è schiava delle innumerevoli parvenze della realtà sensibile, affascinata e soggiogata dalla rotondità di immagini offuscate e dai contorni morbidi: le ombre delle statue rappresenterebbero la copia, mal interpretata, della realtà sensibile. L’umanità ha un immenso bisogno di uscire dal torpore dei sensi, e di liberarsi dalle catene di questa schiavitù.
La liberazione di quel prigioniero, il quale riesce a staccare il collare dal suo collo e le catene dai suoi piedi, rappresenta la “presa di coscienza” di un’umanità che è – per un destino già scritto – votata a crescere verso la conoscenza delle forme ideale e, quindi, del Divino. Ecco perché in tutta l’immagine della Caverna si nota questo cammino verso l’alto, questo crescere verso di un…; tutto dà il senso di un divenire, di un passaggio, dalle catene del sensibile, verso la libertà dell’intelligibile.

IL MITO DELLA CAVERNA SEMPLIFICATO

Ritornando ai nostri portatori di statue, possiamo quindi dire che essi sono coloro i quali muovono i burattini di una realtà che i prigionieri possono solamente immaginare; inoltre, essi sono – a loro volta – manovrati da Platone stesso, il quale si serve di loro per trasmettere al lettore i suoi insegnamenti (qui si gioca il ruolo pedagogico del mito!).
Ecco, allora, spiegato il perché i “burattinai della parvenza” non mostrino il benché minimo disappunto e non ostacolino affatto a liberazione del prigioniero, né quando questi si è liberato, né quando è ritornato a liberare i suoi amici di sventura; il ruolo dei portatori di statue risponde ad un disegno preciso e calcolato, il loro è un obbedire agli ordini di un fato soprannaturale. Platone incarna il volere del Demiurgo, che si attende dall’umanità una presa di coscienza, una liberazione dalla schiavitù, un cammino verso la saggezza.