Storia della filosofia medievale: riassunto

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Storia della filosofia medievale: riassunto su Sant'Agostino, Boezio, Dionigi, Giovanni Scoto, Anselmo d'Aosta, Pietro Abelardo, Guglielmo di Conches, Alberto Magno, Grossatesta, Bacone, Avicenna, Averroè, San Tommaso d'Aquino, Bonaventura da Bagnoregio, Duns Scoto, Sigieri di Bramante, Boezio di Dacia, Raimondo Lullo, Guglielmo di Ockham, Eckart, Cusano. Riassunto della storia della filosofia medievale e sugli autori di riferimento (28 pagine formato docx)

STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALE: RIASSUNTO

Storia della filosofia medievale.

Sant'Agostino, Boezio, Dionigi, Giovanni Scoto, Anselmo d'Aosta, Pietro Abelardo, Guglielmo di Conches, Alberto Magno, Grossatesta, Bacone, Avicenna, Averroè, San Tommaso d'Aquino, Bonaventura da Bagnoregio, Duns Scoto, Sigieri di Bramante, Boezio di Dacia, Raimondo Lullo, Guglielmo di Ockham, Eckart, Cusano.
Passaggio dei saperi dall’antichità al Medioevo: i monasteri (parte 1).
Il Medioevo è un periodo che copre un millennio (500-1500) e vede il verificarsi di numerose e profonde trasformazioni della civiltà occidentale: la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la formazione degli imperi romano-barbarici, la rinascita dell’Impero ad opera di Carlo Magno, la diffusione del cristianesimo, la rinascita demografica, economica e politica dopo il Mille, il movimento comunale delle città e la formazione degli Stati nazionali. Il filosofo e in generale la società, vivono con angoscia e destabilizzazione il senso della caducità delle cose e la necessità di ricostruire un nuovo mondo. Gli strumenti offerti dal Cristianesimo per affrontare questa crisi sono essenzialmente due figure: il vescovo e il monaco. Il vescovo assume il ruolo di guida spirituale e materiale, la cattedra vescovile sostituisce le istituzioni amministrative e politiche tanto che successivamente, nell'anno 1000, i vescovi avranno ruolo di feudatari e conti; il monaco è la figura che si è ritirata dal mondo e ha come funzione quella della dedizione a Dio, alla preghiera e al lavoro.

Guglielmo di Ockham: teoria della supposizione

FILOSOFIA MEDIEVALE APPUNTI

Il monastero diventa una struttura sociale solida di sostentamento, lavoro e supporto per la città. Il lavoro principale dei monasteri è quello della scrittura e di trascrizione dei classici, dei libri di preghiera, delle arti del trivio (grammatica, dialettica e retorica) e quadrivio (matematica, geometria, musica e astronomia), tutto finalizzato alla conoscenza della Bibbia e dell'interpretazione dei padri della Chiesa, svolgendo, allo stesso tempo, un’importante funzione di conservazione e trasmissione dei testi classici. I monasteri furono per secoli l’unico luogo in cui veniva impartita una formazione culturale regolare e completa.
Nei monasteri, da questa concezione della lettura per finalità religiose, porta alla meditazione e alla lettura silenziosa finalizzata alla preghiera, a un nuovo rapporto uomo-libro (prima leggere era una funzione bassa e servile) e, conseguentemente, la scrittura inizia ad adattarsi alla lettura, con l'uso dello spazio tra le parole e l'interpunzione.

Filosofia medievale: riassuunto

FILOSOFIA DEL MEDIOEVO

Agostino. Rapporto fede-ragione. La filosofia medievale è fatta quasi esclusivamente da uomini di chiesa che si pongono il problema del divino dal punto di vista della ragione umana e dei suoi limiti per comprenderlo. La peculiarità della filosofia medievale è il problema che la ragione umana, strumento di osservazione e interpretazione della realtà, si pone su ciò che non è traducibile in termini razionali.
L'uomo inizia a chiedersi cosa può pensare di Dio.
Con Costantino, il Cristianesimo si afferma come religione di Stato, acquisisce piena autonomia e può accrescersi liberamente. La religione cristiana si fonda su dogmi per natura opposti alla ratio, in particolare prevede un figlio di Dio e la Resurrezione, che va contro le leggi della natura e quindi del pensiero razionale.