Natura umana e dominio: Macchiavelli, Hobbes, Spinoza

Appunto inviato da focca
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Il saggio di Vincieri analizza, con taglio al contempo storico e teoretico, il rapporto tra conoscenza e verità in alcuni tra i maggiori pensatori della storia della filosofia (16 pagine formato doc)

In questo libro si cerca di capire il concetto di natura umana e di pace perpetua, attraverso tre autori che in qualche modo condividono l'idea che l'uomo contenga in sè elementi di malvagità, ognuno a modo suo.
Essi rappresentano gli inizi di un filone che si svilupperà successivamente, affermando una visione teleologica della natura (e quindi anche della storia).

Macchiavelli

Il commentatore Sasso dice come per il fiorentino il male sarebbe una conseguenza della incessante lotta contro la Fortuna, ossia tutto ciò di esterno all'azione umana che rappresenta proprio il suo limite naturale. La politica sarebbe poi quello strumento che permette all'uomo di contrastare la fortuna e andare al passo con i tempi.
A differenza di Sasso però Vincieri mostra come l'origine del male non sarebbe tanto dovuto alla situazione storica, che pure determina un forte ostacolo per l'uomo, quanto invece ad una violenza, un male già presente in una situazione originaria, quando l'uomo cioè non era organizzato nel vivere civile e lottava per l'esistenza (discorso che sarò analizzato bene da Hobbes e Spinoza).
L'uomo si unisce in società per bisogno di sicurezza, eppure la natura stessa non consente ad essi di aumentare troppo di numero, e come un corpo malato espelle il superfluo, tornando ad una situazione di equilibrio.
Si noti come non c'è alcun elemento di provvidenza nel rapporto uomo-natura del macchiavelli, non c'è nulla di preordinato.