Teeteto di Platone: spiegazione

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Spiegazione del Teeteto di Platone (34 pagine formato doc)

TEETETO DI PLATONE: SPIEGAZIONE

Il Teeteto come sottotitolo porta il titolo “sulla scienza”, quindi il contenuto di questo dialogo è l’origine e la natura della conoscenza umana e in particolar modo lo statuto della scienza, cioè l’ambito di quella disciplina che oggi definiamo epistemologia.

Epistemologia è un termine che viene dal greco, da episteme e da logos, è un discorso sulla natura e sull’origine della scienza.
L’altra volta, si era accennato al “mito dell’anamnesi”; questo mito in greco consiste nell’idea che conoscere sia, in un certo qual senso ricordare, cioè ricordare qualcosa che precedentemente si è già conosciuto. Questo “mito di Er” è il mito di un soldato morto in battaglia che dopo 12 giorni risuscita.
Dopo la morte egli va a finire nell’Ade e, tornando poi sulla Terra, raccontava agli altri mortali cosa aspettava gli uomini dopo la morte.
Questo famoso mito dell’anamnesi, nel Menone viene rappresentato dal fatto che uno schiavo, assolutamente incolto e privo di istruzione, riusciva a dimostrare il teorema di Pitagora. Un fenomeno di questo tipo, secondo Platone, era spiegabile semplicemente per il fatto che lo schiavo possedeva delle conoscenze preesistenti alla sua attuale vita terrena. Così comprendiamo cosa significa conoscere come ricordare.

TEETETO DI PLATONE: RIASSUNTO

Quindi, il mito, comunque, serve a introdurre quelle teorie che sono assunte in via d’ipotesi. Quindi, per quanto riguarda il Menone, la teoria della conoscenza come reminiscenza, come ricordo, è legata all’assunzione in via d’ipotesi della tesi dell’immortalità dell’anima, inoltre, ha come supporto, sia gnoseologico che ontologico, la teoria platonica delle Idee, cioè che esiste un tipo di conoscenza che è la conoscenza, che in qualche modo ferma ciò che è stabile al di là di ciò che muta. Il tema del riconoscimento nel Teeteto viene affrontato in maniera diversa.
Il Teeteto è un dialogo particolarissimo per il fatto che, pur essendo un dialogo della maturità di Platone, quindi scritto quando egli aveva già elaborato la sua teoria delle idee, questa teoria nel Teeteto non viene mai menzionata e in fondo neanche quella della reminiscenza, cioè il discorso che conoscere è ricordare affiora appena; in realtà, conoscere è, più che altro, riconoscere fra le sensazioni mutevoli e numerose quella che concorre a formare l’opinione retta.

Platone: pensiero e opere

TEETETO DI PLATONE, ANALISI

Quindi, il Teeteto ha degli elementi di straordinaria modernità rispetto al Menone, perché esplora la conoscenza umana a partire dalle sensazioni fino a quelle forme di conoscenza più articolate che sono proprie del pensare e del discorrere in senso più moderno.
La struttura di questa indagine sulla conoscenza umana, in un certo senso, è la stessa degli odierni studi neurofisiologici. Sembrerà, in un certo senso, paradossale, ma, in realtà, il modo di procedere delle scienze è quello del modello di analisi che il Teeteto ci propone.
Il Menone presenta la conoscenza come una sorta di unione con la natura. La natura è definita con un termine che in greco significa congenere, congenere all’esistenza umana; cioè l’immortalità dell’anima colloca in una posizione congenere uomo e natura. Conoscere è ricordare, come un processo di conoscenza in cui non esiste, come in senso moderno, un soggetto conoscente che si oppone ad un oggetto conosciuto, come qualcosa che gli si pone di fronte. La phisys, la natura per i Greci, per Platone e fino ad Aristotele, è una sfera in cui il Logos, il pensare e il discorrere, in qualche modo, unisce il soggetto conoscente con l’oggetto conosciuto in modo che non restano due sfere distinte e contrapposte, in cui la verità consista in un accordo fra due sfere. Questa è la prospettiva che distingue radicalmente la gnoseologia della filosofia moderna da quella della filosofia antica.