S.Agostino

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Agostino di Ippona (354 - 430) (17 pagine formato doc)

Agostino di Ippona (354 - 430) Agostino di Ippona (354 - 430) I.
Introduzione - II. La fede e la ragione - III. La sapienza e la scienza e il loro rapporto con la fede - IV. La fede e le “scienze” - V. La creazione visibile come via d'accesso a Dio - VI. Osservazioni conclusive.   I. Introduzione Aurelio Agostino, nato a Tagaste nel 354 e morto ad Ippona nel 430, città di cui fu vescovo dal 395, è senza dubbio il Padre latino che più ha inciso sulla formazione della cristianità occidentale. Vissuto in un momento che segna il passaggio fra due mondi (l'antico e il medievale), ha lasciato un'impronta indelebile nei campi della filosofia, della teologia e della spiritualità. Sebbene universalmente noto innanzitutto come Doctor gratiae — e quindi per la sua proposta antropologica —, sono molti altri i settori della riflessione credente in cui il suo influsso è stato egualmente decisivo: la dottrina trinitaria, la cristologia e la soteriologia, la comprensione della Chiesa e dei sacramenti, l'etica e la morale, la teologia della  storia, l'insegnamento sulla  preghiera e sulla vita spirituale, l'esegesi e l'ermeneutica biblica ( SACRA SCRITTURA).
Agostino è inoltre unanimanente considerato uno dei fondatori della filosofia cristiana: infatti, oltre ad aver affrontato il problema metodologico del rapporto fra fede e ragione in un modo destinato a rimanere in buona parte paradigmatico per la tradizione successiva, ha offerto, di alcuni dei grandi interrogativi umani (circa l'esistenza di Dio, la spiritualità e immortalità dell'anima, l'origine del mondo, la natura del male, l'essenza della libertà, il fine della vita, il senso del tempo e della storia), soluzioni che, anche da un punto di vista filosofico, hanno caratterizzato per lungo tempo il pensiero occidentale e ancor oggi, oltre a costituire in ogni caso degli imprescindibili elementi di confronto, continuano a rivelare la loro attualità. La produzione letteraria di Agostino è copiosissima e comprende scritti di quasi tutti i generi (dialoghi filosofici, apologie, opere polemiche, trattati dommatici, commentari esegetici, opuscoli morali, discorsi, omelie, lettere), una parte consistente dei quali è collegata alle grandi battaglie dottrinali da lui condotte in difesa della fede (contro i manichei, i donatisti, i pelagiani, gli ariani, i pagani). Le sue opere più celebri, e per così dire imperiture, sono certamente le Confessiones (397-401), il De Trinitate (399-419) e il De civitate Dei (413-426); esse, insieme a molte altre — tra cui occorre includere almeno il De doctrina christiana (396-427) e il De Genesi ad litteram (400-415) — hanno contribuito in misura non piccola a modellare la coscienza e l'identità del medioevo latino e dell'Europa cristiana. La multiforme eredità del vescovo d'Ippona è stata sottoposta a differenti e controverse interpretazioni, ma la Chiesa ha costantemente individuato in lui uno dei suoi più grandi Dottori. Per quanto riguarda pi