Rousseau: opere, pensiero politico e pedagogia

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Riassunto di filosofia moderna su Rousseau: opere principali e pensiero del filosofo e scrittore svizzero (2 pagine formato doc)

ROUSSEAU: OPERE - IL CONTRATTO SOCIALE

Rousseau.

Il Contratto Sociale. Secondo Rousseau le scienze e le arti corrompono la società.
L’uomo allo stato di natura realizza perfettamente i propri bisogni servendosi di tutti gli strumenti  che la natura mette a disposizione, si trova in una specie di Eden. Lo stato di natura viene posto come “teorico”, uno stato pre-civile.
 Il sapere corrisponde ad una esigenza che in realtà è un vizio.
Le arti venivano considerate come elemento distintivo tra ciò che è istintuale e ciò che è civilizzato, per Rousseau le arti sono imputabili a dei vizi: lussuria, volontà di mostrarsi etc… Per noi oggi l’arte è ciò che fa emergere il vero.
Per Rousseau l’arte deriva dal vizio, perché aveva di fronte una società di un certo tipo (società del ‘700) dove l’arte era la copertura di una dissolutezza; le arti erano il diletto della lussuria.

Rousseau: opere, pensiero filosofico e politico

ROUSSEAU: PEDAGOGIA

Secondo i giusnaturalisti l’uomo nasce con dei diritti innati: diritto alla libertà, alla vita etc … Rousseau và contro questa teoria. Secondo il filosofo infatti in queste teorie viene scambiato lo stato di natura con lo stato civile: la guerra, l’odio, la disuguaglianza hanno portato allo stato civile. Nello stato civile non esiste la disuguaglianza. Rousseau non và alla ricerca dell’origine dell’uomo allo stato di natura, ma pone un punto ipotetico per cui dare una spiegazione per la situazione che si ha davanti. Nello stato di natura c’è una situazione perfetta, in cui si possono soddisfare i propri bisogni. Quando invece si ha una società di disuguali (quella di Rousseau), avviene che molti non possano soddisfare i propri bisogni e da qui la corruzione dell’arte e delle scienze. Questo passaggio (da stato di natura a civile), è dovuto alla vita “associata”, dove l’individuo condividendo la sua libertà con altri fa avvenire la “divisione dei ruoli” (natura-famiglia), che implica una limitazione della libertà dell’individuo stesso. L’introduzione al lavoro ha portato maggiore disuguaglianza. Nello stesso lavoro infatti c’è la ripartizione dei ruoli, c’è chi ha potere e chi no. Ma l’origine della disuguaglianza, l’elemento discriminante, è la proprietà privata. In questo senso Rousseau supera il pensiero illuminista, che fondava sulla proprietà privata l’insieme dei diritti della società di eguali.

ROUSSEAU: PENSIERO POLITICO

Il pensiero politico. Per il filosofo non c’è differenza  tra il potere dello stato liberale e quello statale in quanto entrambi sono dati dalla differenza creata dalla proprietà privata. L’ideale sarebbe tornare allo stato di natura per togliere la disuguaglianza, ma ciò è impossibile. Bisogna allora creare una forma di stato che sia la rappresentazione della volontà di tutti: la democrazia. Il Contratto Sociale di Rousseau sfocia nello stato che definiamo “etico”.

ROUSSEAU: EMILIO

L’Educazione. Viene trattata nell’Emilio, opera in cui Rousseau argomenta sull’educazione che dovrebbe essere data ai cittadini dall’infanzia.
Bisogna educare alla spontaneità, cioè ritrovare l’origine naturale che ogni individuo possiede ma che è stata nascosta nella cultura; spogliarsi delle maschere che la cultura ha posto addosso per risalire alla genuinità dell’individuo. Il sapere è quello che ogni persona costruisce da sola, non quello che la società vuole che costruisca. Và contro l’indottrinamento.