Rousseau

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Il Contratto Sociale, il pensiero politico, l'educazione, per il filosofo francese Jean-Jacques Rousseau (2 pagine formato doc)

Rousseau
Il Contratto Sociale
Secondo Rousseau le scienze e le arti corrompono la società. 
L’uomo allo stato di natura realizza perfettamente i propri bisogni servendosi di tutti gli strumenti  che la natura mette a disposizione, si trova in una specie di Eden.
Lo stato di natura viene posto come “teorico”, uno stato pre-civile.
 Il sapere corrisponde ad una esigenza che in realtà è un vizio. Le arti venivano considerate come elemento distintivo tra ciò che è istintuale e ciò che è civilizzato, per Rousseau le arti sono imputabili a dei vizi: lussuria, volontà di mostrarsi etc… Per noi oggi l’arte è ciò che fa emergere il vero. 


Per Rousseau l’arte deriva dal vizio, perché aveva di fronte una società di un certo tipo (società del ‘700) dove l’arte era la copertura di una dissolutezza; le arti erano il diletto della lussuria. 
Secondo i giusnaturalisti l’uomo nasce con dei diritti innati: diritto alla libertà, alla vita etc … Rousseau và contro questa teoria. Secondo il filosofo infatti in queste teorie viene scambiato lo stato di natura con lo stato civile: la guerra, l’odio, la disuguaglianza hanno portato allo stato civile. 


Nello stato civile non esiste la disuguaglianza.
Rousseau non và alla ricerca dell’origine dell’uomo allo stato di natura, ma pone un punto ipotetico per cui dare una spiegazione per la situazione che si ha davanti. Nello stato di natura c’è una situazione perfetta, in cui si possono soddisfare i propri bisogni.