Hobbes

Appunto inviato da alessandraj10
/5

Spiegazione della filosofia di Hobbes, in particolare della sua teoria politica (2 pagine formato doc)

HOBBES
1. Quali sono le caratteristiche dello stato di natura e quali sono le tre principali leggi di natura.
Pubblica la sua concezione politica nel 1561 con il ‘Leviatano’, termine che indica un mostro marino, grande coccodrillo, citato nel libro di Giobbe come mostro dotato di una forza spaventosa.
Hobbes paragona a questo mostro la concezione del suo modello politico, che deve essere in grado di governare gli uomini e impedire che si distruggano a vicenda. Infatti nella condizione originaria dello stato di natura gli uomini fanno guerra tutti contro tutti e ogni uomo è un lupo per gli altri perché non c’è nessuna legge, così ognuno ha il diritto di natura di espandere al massimo se stesso per ottenere le migliori condizioni di vita possibili.
Inoltre secondo Hobbes l’uomo è necessitato dalla sua natura a desiderare sempre più di quanto possiede e nello stato di natura tutti gli uomini sono uguali, rifiutando che esistano gerarchie prestabilite tra gli esseri umani per le quali alcuni sarebbero atti a governare e altri a essere governati; 


di conseguenza, lo stato di natura è caratterizzato da una lotta incessante degli uomini, scatenata dalla competizione per il guadagno di un bene, dalla diffidenza reciproca che spinge gli uomini a combattere per la sicurezza o per aumentare la propria forza e garantirsi i diritti naturali. Questa concezione negativa dello stato di natura fa riferimento a situazioni storiche precise che  Hobbes vive, come la guerra civile inglese o il lungo periodo di conflitti determinato dalla guerra dei trent’anni, dovuta al fatto che i rapporti internazionali tra gli stati non erano regolati dalla soggezione a un potere comune. 


La concezione di uno stato di natura come guerra di tutti contro tutti è perciò opposta alla raffigurazione dell’uomo come animale naturalmente socievole risalente ad Aristotele e per Hobbes la natura umana è sì animale, ma non è affatto incline alla socialità. In questo stato ciascun individuo ha il diritto naturale, inteso come libertà di usare il proprio potere per la propria autoconservazione e si traduce in un diritto a tutte le cose, poiché in assenza di un potere che stabilisca i limiti, ognuno è libero di ritenere come atto alla propria conservazione ogni cosa. Proprio questo diritto, però, è alla base dell’ostilità universale e perpetua, ne consegue che la prima condizione per uscire dallo stato di natura è la rinuncia di tutti al diritto naturale.