Cicerone: vita, opere retoriche e opere politiche

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Appunti sulla vita e le opere retoriche, l'Epistolario e le opere politiche di Cicerone (2 pagine formato doc)

CICERONE: VITA

Cicerone.

Vita. Nel 66 Cicerone pronuncia un’orazione, la “Pro lege Manilia” con cui appoggia la proposta di Manlio di affidare a Pompeo l’incarico della guerra contro Mitridate e inizia l’appoggio pubblico di Cicerone a Pompeo. Nel 63 Cicerone è eletto console (cosa rara per un uomo novus) con il seguente scoppio della congiura di Catilina, contro cui sono scritte 4 orazioni (quelle che noi leggiamo sono messe in bella copia).
Nel 60 si costituisce il primo Triumvirato (Cesare, Pompeo e Crasso) e Cicerone non è favorevole che Pompeo si leghi a Cesare, disapprova l’accordo e contribuisce al suo isolamento dalla vita politica. Di questa sua debolezza approfitta Clodio, un partigiano di Cesare, con cui c’erano antichi rancori. Clodio ottiene per Cicerone la confisca dei beni e l’esilio perché aveva fatto uccidere i Catilinari. Cicerone trascorre l’esilio in Grecia perchè è vicina all’Italia; a testimonianza dell’esilio ci sono le molte lettere che Cicerone scrive per poter rientrare a Roma.

La vita di Cicerone: riassunto

CICERONE: OPERE RETORICHE

Nel 57 Pompeo si attiva per farlo rientrare in Italia e Cicerone capisce che deve scendere a compromessi con Cesare. Cicerone trova Roma nel caos totale: ci sono scontri continui, risse fra le varie fazioni politiche di Roma. Cicerone decide di assumere un atteggiamento di appoggio a Cesare, scriverà delle orazioni per difendere partigiani Cesariani. È un periodo in cui Cicerone è amareggiato, così abbandona l’oratoria e si dedica alla stesura di scritture filosofiche e retoriche. Nel 52 Clodio viene ucciso da Milone, che si affida alla difesa di Cicerone, che scrive la “Pro Milone” che rappresenta la sua orazione migliore; ma per la prima volta, intimorito dal clima, non riesce a parlare in tribunale e perde (Cicerone capisce lo strapotere di Cesare). Milone è così condannato a morte. Era stato lo stesso Cicerone qualche anno prima ad appoggiare il proseguimento del consolato di Cesare. Allo scoppio della guerra civile Cicerone è a favore di Pompeo, che scappa. Cesare batte nel 48 Pompeo a Farsalo. Cesare riaccoglie Cicerone, che era scappato a Brindisi. Durante la dittatura di Cesare Cicerone cade in frustrazione e si dedica a studi filosofici pur non tralasciando di scrivere 3 orazioni, le Cesariane: la “Pro Marcello”, la “Pro Ligario” e la “Pro rege Deiotaro”. Cicerone non fa altro che prostrarsi a Cesare.

CICERONE: OPERE POLITICHE

Nel 44 Cesare viene ucciso e Marco Antonio vuole prendere le sue redini. Cicerone scrive a questo punto 14 orazioni chiamate Filippiche (erano state fatte da Demostene, che le aveva scritte contro Filippo che stava per invadere la Grecia), che sono orazioni violente. Marco Antonio viene accusato di tirannia, ma quando si era stufato aveva mandato sicari da Cicerone perché venisse ucciso. Cicerone quando viene a conoscenza di questa cosa scappa a Formia dove viene ucciso. Marco Antonio gli fa tagliare la testa e le mani e le fa inchiodare sui rostri. Siamo nel 43. nel frattempo è arrivato a Roma Ottaviano che assiste in silenzio a tutto questo. Pochi anni dopo si forma il secondo Triumvirato (Marco Antonio, Ottaviano e Lepido).