Analisi filosofica e caratteristiche dell'Apologia di Socrate

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Apologia di Socrate: analisi filosofica dei contenuti del libro e le caratteristiche della filosofia socratica che emergono nel testo, con particolare attenzione al contesto storico, politico e socio-culturale in cui si inserisce la condanna di Socrate e la stesura postuma del testo da parte del discepolo Platone (2 pagine formato doc)

APOLOGIA DI SOCRATE: ANALISI FILOSOFICA

Analisi dell’Apologia di Socrate.
L’Apologia di Socrate è uno dei testi giovanili di Platone, redatto tra il 399 e il 388 a.C., perciò il contesto storico in cui si inserisce l’Apologia è ancora quello che ha portato Socrate alla condanna a morte(399 a.C.)
In Atene dominano i democratici di Trasibulo e Anito, esponenti di una ricca borghesia mercantile
che, dopo la parentesi sotto il governo dei Trenta Tiranni (instaurato da Sparta), intende far rifiorire la democrazia e potenziare i commerci, principale fonte del suo potere. I contrasti interni alla borghesia mercantile e al gruppo dirigente democratico, dovuti a divergenti interessi personali, rischiano di far degenerare la democrazia e di far precipitare la pólis ateniese in una crisi gravissima.
È in questo contesto che avviene l’incontro tra Platone e il futuro maestro Socrate, forse nel 408 a.C.: è l’evento fondamentale per la vita di Platone e per l’elaborazione del suo pensiero. Sono quindi chiarissimi i risvolti traumatici e sconvolgenti che si profilano per Platone dopo la condanna a morte del maestro.
 
 

APOLOGIA DI SOCRATE: ANALISI DEL TESTO

Dopo la morte di Socrate, Platone, come altri discepoli, si allontana da Atene e si reca a Megara, temendo
che i democratici, dopo aver colpito Socrate, intendano perseguitare anche i suoi discepoli.
Calmatesi le acque o, comunque, venuto meno quel timore, Platone torna ad Atene.
L’Apologia, probabilmente la sua prima opera, non può che prendere le mosse dall’evento tragico del processo e della condanna del maestro.
Il termine apologia significa “difesa” o “confutazione di un’accusa”: questo era
senza dubbio uno degli intenti principalidi Platone, ossia difendere Socrate dalle accuse che gli erano state rivolte e che avevano determinato la sua condanna. Platone intendeva inoltre riaffermare la validità dell’insegnamento socratico (come si può vedere nei vari dialoghi socratici presenti nel testo).
La parola-chiave fondamentale è sapienza, intesa come la “sapienza umana” di cui Socrate riconosce di essere, in qualche modo, partecipe (spinto dal famoso daimonion, il demone socratico). A questa parola-chiave altre sono strettamente connesse: l’ignoranza socratica, la ricerca, il dialogo,
l’anima, la filosofia. Anche qui si riconferma come l’Apologia racchiuda in sé una sorte di “summa” del pensiero socratico, dato che tutte queste parole, con i relativi concetti, sono il fondamento della filosofia socratica.

APOLOGIA DI SOCRATE: RIASSUNTO BREVE

Il testo si può dividere in tre discorsi:
- Il primo (I 17 - XXIV 35d) è il vero e proprio discorso di difesa pronunciato da Socrate.
- Il secondo (XXV 35d – XXVIII 38b) riporta le parole che Socrate avrebbe pronunciato dopo essere stato
giudicato colpevole.
- Il terzo riferisce ciò che Socrate avrebbe detto dopo la sentenza della condanna a morte.