Critica del giudizio: spiegazione in breve

Appunto inviato da
/5

Breve spiegazione della Critica del giudizio di Kant (2 pagine formato doc)

CRITICA DEL GIUDIZIO SPIEGAZIONE

La Critica del giudizio (1790).

La posizione della Critica del giudizio nei confronti delle due precedenti. La Critica della ragion pura si è occupata delle condizioni della conoscenza scientifica, che di altro non si può occupare se non del mondo dei fenomeni, dominato dalla causalità e dalla necessità.
Dunque la conoscenza si può solo limitare ad una dimensione che può essere spazializzata e temporalizzata e regolata dalle categorie, schemi dell’intelletto. Quindi le idee di Dio, dell’anima e del mondo, le tre componenti che secondo Wolff fondavano la metafisica, spingendosi al di là della sfera sensibile, non possono essere conosciute scientificamente.

Critica del giudizio: spiegazione

CRITICA DEL GIUDIZIO KANT SCHEMA

La Critica della ragion pratica, invece, ha esaminato le condizioni di una morale universale, concludendo che delle tre idee, divenute postulati (precondizioni per l’esistenza di una morale), sia innegabile l’esistenza.


Della dimensione morale è invece fondamento regolatore la libertà, che si esplica a livello pratico.

Tra due livelli trattati, quello teoretico e quello pratico, intercorre dunque una profonda spaccatura: la ragione pura, infatti può solo conoscere i fenomeni, mentre quella pratica può prendere coscienza degli oggetti come sono in sé, ma non conoscerli.

Nella Critica del Giudizio Kant si propone di tentare una mediazione tra i due mondi, tra dimensione conoscitiva scientifica, fondata sull’intelletto, e quella morale, fondata sulla ragione pratica.
Tale mediazione presuppone una facoltà intermedia, quella del giudizio, strettamente collegato al sentimento puro.

Kant, critica del giudizio: riassunto

FUNZIONE EPISTEMOLOGICA DEL GIUDIZIO RIFLETTENTE

Giudizio determinante è giudizio riflettente. IL GIUDIZIO DETERMINANTE: questo tipo di giudizio era già stato affrontato da Kant nella Critica della ragion pura; esso infatti nasce dalla sussunzione del particolare, dato dai fenomeni, nell’universale, rappresentato dalle categorie. Attraverso questo procedimento si arriva alla conoscenza e per questo, tale giudizio è detto determinante, in quanto determina teoreticamente l’oggetto.

IL GIUDIZIO RIFLETTENTE: questo tipo di giudizio si ha nel momento in cui sia dato solo il particolare, il fenomeno, mentre invece sia necessario trovare l’universale. Esso si chiama riflettente in quanto per trovare questo universale è necessario ‘riflettere’, cioè comparare i vari fenomeni e cogliere rispetto a loro stessi e al soggetto (che compara) una certa armonia.

La critica del giudizio di Kant: riassunto

CRITICA DEL GIUDIZIO DI KANT

Per trovare tale armonia è però anche necessario presupporre un principio- guida, che consiste nell’idea di finalità della natura.
Il concetto di fine non è un concetto teoretico (infatti era stato escluso dalla Critica della ragion pura), ma fa parte piuttosto di un bisogno strutturale del soggetto, di un sentimento (il sentire la finalità della natura).

Il giudizio riflettente si divide a sua volta in altri due giudizi: quello estetico e quello teleologico.
IL GIUDIZIO ESTETICO - Il giudizio estetico nasce dal rapporto dall’oggetto e il soggetto e dal sentimento di piacere che quest’ultimo prova una volta messo a contatto coll’oggetto. Nascendo da un sentimento, quello di piacere, di gusto, il giudizio estetico non ha nulla di teoretico, perché non legato alla sfera conoscitiva.