Congetture e confutazioni di Karl Popper: recensione

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Congetture e confutazioni. Lo sviluppo della conoscenza scientifica: recensione dell'opera di Karl Popper (4 pagine formato doc)

CONGETTURE E CONFUTAZIONI.
LO SVILUPPO DELLA CONOSCENZA SCIENTIFICA

Congetture e confutazioni di Karl Popper. E' il testo di una conferenza tenuta a Cambridge nell'estate del 1953 nell'ambito di un corso sugli sviluppi e le tendenze della filosofia britannica contemporanea, organizzato da British Council. Il testo è apparso dapprima nella pubblicazione che raccoglieva le conferenze di questo corso, poi è entrato a far parte di una raccolta di conferenze e saggi, edita nel 1962, a cui Popper ha dato il titolo di Congetture e confutazioni. Di questa raccolta è il primo testo, e in qualche modo il più importante (la somiglianza dei titoli della conferenza e della raccolta è in effetti significativa), perché in esso Popper esprime le sue idee generali sulla scienza.

La breve prefazione al volume, in cui Popper raccoglie il nucleo centrale delle sue idee, è in effetti una estrema sintesi proprio delle tesi di questa conferenza iniziale.

Popper, Congetture e confutazioni: riassunto

LOGICA DELLA SCOPERTA SCIENTIFICA

Non vi sono idee nuove rispetto agli scritti precedenti, in particolare rispetto alla sua opera fondamentale, la Logica della scoperta scientifica (1934). Come vedremo nella sintesi che segue, in questa conferenza Popper racconta il percorso che lo ha portato alla elaborazione delle sue tesi, e non presenta tesi nuove. In una Appendice, però, elenca senza affrontarli nel dettaglio una serie di problemi aperti, prevalentemente di natura scientifica e logica.
La conferenza ha inizio con l'esposizione dell'argomento: Popper dichiara che presenterà una sintesi dei suoi lavori sulla filosofia della scienza a partire dal 1919. Allora, giovane studente a Vienna, il suo problema era il seguente: "esiste un criterio per determinare il carattere scientifico di una teoria?" Se esiste un simile criterio, sulla questa base si potrà "stabilire una linea di demarcazione fra scienza e pseudoscienza". Dunque, ciò di cui si discute è il problema della demarcazione: come distinguere una teoria scientifica da una che non lo è?

Karl Popper: pensiero

LA SCIENZA CONGETTURE E CONFUTAZIONI RIASSUNTO

Popper riferisce che nel 1919 si discuteva molto di psicoanalisi e di marxismo, oltre che dell'ultima novità della Fisica, la teoria della relatività elaborata da Einstein tra il 1905 e il 1915. In che cosa erano diverse queste teorie scientifiche? In questo:
•    la teoria della relatività faceva predizioni sul comportamento della natura che, se non fossero state confermate, avrebbero mostrato che la teoria era in tutto o in parte sbagliata; ebbene, nel corso dell'eclisse del 1919 si poté misurare la curvatura della luce di una stella per effetto della gravitazione del Sole, curvatura esattamente prevista da Einstein; se l’osservazione avesse dato risultati diversi, la teoria di Einstein avrebbe dovuto essere abbandonata;
•    la psicoanalisi e il marxismo non facevano alcuna previsione di questo genere; non erano teorie "a rischio" nel senso che qualsiasi cosa fosse accaduta nel loro campo di studio queste teorie avrebbero potuto interpretarla in modo da salvare la teoria stessa. Avevano un enorme potere esplicativo, ma questo era in realtà soltanto apparente: lo studio di queste teorie "sembrava avere l'effetto di una conversione o rivelazione intellettuale, che consentiva di levare gli occhi su una nuova verità, preclusa ai non iniziati. Una volta dischiusi in questo modo gli occhi, si scorgevano ovunque delle conferme: il mondo pullulava di verifiche della teoria".
La differenza è evidente: nel caso della teoria della relatività "la cosa che impressiona è il rischio implicito nella previsione". Negli altri due casi è la facilità con cui si ottengono conferme, a patto di interpretare i dati alla luce della teoria (la chiave in questo caso è il concetto di interpretazione di un fatto). Da qui la tesi: "il criterio dello stato scientifico di una teoria è la sua falsificabilità, confutabilità, o controllabilità". Dunque la psicoanalisi e il marxismo non fanno parte della scienza, sono al di là della demarcazione (il che non significa che non siano utili o che non contengano verità: significa solo che non rispettano un criterio necessario per essere definite scienze; su di essi forse domani sarà possibile costruire delle vere scienze, perché in fondo tutte le vere scienze storicamente derivano da miti).

Karl Popper: riassunto