Kierkegaard

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Note tratte da una lezione sul filosofo danese (2 pagine formato doc)

Come aveva fatto Shopenhauer, anche Kierkegaard si contrappone al pensiero hegeliano.
Hegel aveva parlato di un principio primo, l'assoluto, nel quale il finito ha un senso solo in quanto parte, manifestazione del tutto. Secondo questo filosofo c'è una dimensione finita e limitata che è quella in cui viviamo; la vita del singolo ha la dimensione dell'individualità. Ognuno raggiunge la propria libertà individualmente. Il significato, la verità si trova nell'individualità, che è la vera prospettiva.

Secondo Hegel esiste un ordine razionale e necessario, quindi tutto avviene in un modo e non può essere diversamente; per Kierkegaard la vita del singolo deve svolgersi secondo il criterio della possibilità. L'esistenza del singolo è un ventaglio di possibilità (esistenzialismo). La verità è propria del singolo quindi ognuno ha la sua verità.
Questo arco di possibilità offre molte scelte.

Come orientare la scelta, come scegliere?

Secondo Kierkegaard per una scelta c'è sempre una scelta (fatta in precedenza) che la presuppone, ma volendo risalire ad una scelta prima non la si trova, non c'è: non esiste niente che renda giusta una scelta, non esiste nessun criterio. Infatti il singolo ha la libertà di scegliere ma non sa in base a cosa scegliere. Il problema è la ricerca di un senso in base a cui orientarsi.

C'è chi non fa scelte, si pone in modo passivo, così che siano gli altri e le altre cose a scegliere per lui.

Se invece si vuole scegliere liberamente, si scopre che si ha la possibilità ma non la capacità; questa incapacità è dovuta all'angoscia: un senso di inquietudine che la persona si porta dentro dovuto alla possibilità di scegliere e che è la causa dell'incapacità di scegliere.