Schopenhauer: filosofia e pensiero

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Riassunto della filosofia di Schopenhauer, il pessimismo, confronto con Kant, Leopardi e Platone e il suicidio per Schopenhauer (3 pagine formato doc)

SCHOPENHAUER: FILOSOFIA E PENSIERO

Shopenhauer ha un carattere misantropo e ipocondriaco, si lamenta in continuazione della stupidità del mondo, non si lascia mai avvicinare troppo dagli altri e tieni nascosti i suoi beni.

Disprezza Hegel; i due insegnano insieme filosofia all’università ma mentre le sue lezioni sono disertate quelle di Hegel sono sempre piene, egli spiega questo fatto accusando gli studenti di invidiarlo. Più tardi si ritira dall’insegnamento e dà lezioni private.
La sua opera più nota è “Il mondo come volontà e rappresentazione”; il successo di questa opera arriverà, ma tardi.
Durante la sua vita si interessa di filosofie orientali, arrivando ad imparare il sanscrito per studiare gli antichi testi religiosi indiani, e quindi la sua filosofia risulterà essere un misto fra quella occidentale e quella orientale.
Egli ha una concezione della vita profondamente PESSIMISTICA, che svilupperà in tre livelli: pessimismo sull’UOMO, pessimismo COSMICO e pessimismo METAFISICO.

Schopenhauer: pensiero in breve


SCHOPENHAUER: PESSIMISMO

PESSIMISMO SULL’UOMO: ruota attorno a tre concetti: dolore, piacere e noia.
L’uomo nell’ottica di Schopenhauer è un insieme di bisogni, i quali muovono la sua volontà. Il bisogno, secondo Schopenhauer, è la mancanza di ciò che non si ha e il desiderio di averlo. Un bisogno mal soddisfatto genera nell’uomo una tensione che, alla lunga, genera insofferenza, la quale se prolungata diventa DOLORE. Quando invece il bisogno viene soddisfatto proviamo PIACERE; però per ogni bisogno soddisfatto ne rimangono altri non soddisfatti, e comunque sia questo piacere non è mai permanente.
Perciò da una parte abbiamo il dolore per un bisogno non soddisfatto, dall’altra il piacere, che è momentanea messa in parentesi di un bisogno.
Ammettendo che ci sia qualcuno senza preoccupazioni e che ha soddisfatto tutti i suoi bisogni, sarebbe soggetto alla NOIA, la quale brucia l’uomo dall’interno. Schopenhauer a tal proposito dice che “la vita è un PENDOLO che oscilla tra il dolore e la noia”, in quanto il piacere è visto negativamente perché momentaneo.

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SCHOPENHAUER: PENSIERO FILOSOFICO

PESSIMISMO COSMICO e PESSIMISMO METAFISICO: ruotano attorno al concetto di volontà, intensa come volontà di vita e di sopravvivenza; non volontà singola, ma principio universale, di cui la singola volontà è manifestazione. La volontà è: eterna, unica, incausata, infinita, senza uno scopo, a-spaziale, a-temporale, perciò principio metafisico. Quando si soggettivizza, la volontà compie un percorso di CONSAPEVOLEZZA, la quale però raggiunge solo nell’uomo. Il massimo grado di consapevolezza è che la volontà è SOFFERENZA, in quanto essendo infinita ed illimitata è la volontà di tutto, impossibile da appagare: questo è il DISSIDIO tra il volere tutto e l’impossibilità di appagarsi.

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SCHOPENHAUER: PENSIERO IN BREVE

CONFRONTO CON KANT: il concetto di volontà in Schopenhauer non è altro che la cosa in sé, il noumeno, ciò che sorregge l’universo e che l’uomo non può conoscere. Le volontà dei singoli individui, in quanto oggettivazioni della Volontà assoluta, sono i fenomeni.
CONFRONTO CON PLATONE: il rapporto che l’uomo ha con la Volontà è quello che lo schiavo dentro la caverna ha con le ombre, le quali crede realtà. La vera realtà sono però le idee, che in Schopenhauer equivalgono alla Volontà.