Guglielmo di Ockham: teoria della supposizione

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Guglielmo di Ockham fu un filosofo, teologo e religioso francescano medievale. Spiegazione della sua teoria della supposizione (1 pagine formato doc)

GUGLIELMO DI OCKHAM: TEORIA DELLA SUPPOSIZIONE

Gli universali.

Guglielmo di Ockham. Al centro della riflessione logica di Guglielmo di Ockham sta la teoria della suppositio, alla luce della quale cerca di dar risposta al problema degli universali. Suppositio, per Guglielmo di Ockham, è la funzione denotativa propria di un termine, ossia la proprietà per cui questo sta per qualcosa. Guglielmo analizza le diverse forme di suppositio, individuandone tre principali:
- Materialis: il termine indica un'entità fisica, un segno verbale, di cui la frase vuol segnalare una caratteristica fonetica essenziale; l'oggetto denotato coincide con l'oggetto denotante.
(uomo è bisillabo)
- Personalis: il termine non indica una parola, ma una persona fisica, un individuo di cui si vuole segnalare un'azione; l'oggetto denotato è diverso dall'oggetto denotante (quell'uomo sta correndo)
- Simplex: il termine non indica né una parola né una persona o un oggetto fisico, ma, in modo del tutto generico, un insieme di individui che presentano uno o più caratteri comuni; mediante una parola, la varietà di dati che caratterizzano una molteplicità di individui, gli uni diversi dagli altri, viene ridotta ad alcuni elementi comuni e racchiusa in un concetto, che trova la sua espressione in una parola.

Guglielmo di Ockham e Tommaso d'Aquino: rapporto tra fede e ragione

GUGLIELMO: FILOSOFO E TEOLOGO MEDIEVALE

Con la suppositio simplex non vengono indicate parole o persone, ma concetti generali, che riducono le più complesse rappresentazioni di insiemi di individui. (uomo è specie animale) Guglielmo di Ockham considera forme di suppositio discreta la materialis e la personalis: per mezzo di esse, infatti, è possibile riferirsi ad entità distinguibili, attraverso precise esperienze. Al contrario, definisce confusa la suppositio simplex in quanto essa fa riferi­mento in modo generico ad insiemi di oggetti rappresentati, attraverso concetti, solo per alcune delle loro proprietà. Il tema della suppositio rimanda a quello della natura dei concetti più generali, ossia al problema degli universali. Guglielmo riprende la posizione nominalistica di Abelardo; ciò che i nostri concetti possono rappresentare non sono le caratteristiche di entità presunte essenziali, ma le caratteristiche delle operazioni con cui la mente si rapporta all'universo dell'esperienza, quelle operazioni con cui la mente si sforza di dar coerenza alle immagini del reale.

Il rapporto tra fede e ragione: appunti

GUGLIELMO: TEOLOGO MEDIEVALE

Ciò che è indubitabile in qualsiasi concetto generale è che in esso si specchiano modi della nostra mente di raggruppare i dati complessi dell'esperienza, racchiudendole in immagini sintetiche le informazioni fornite dall'esperienza. Guglielmo sostiene che i concetti più generali, sono soltanto nomi, termini con cui vengono etichettate sintesi di informazioni empiriche. L'approccio di Abelardo al problema degli universali era stato eminentemente ontologico; l'approccio di Guglielmo è prevalentemente gnoseologico. È illusorio pensare che si possa costruire la fisica o filosofia della natura con il metodo deduttivo, ad esempio con il sillogismo (Forma di argomentazione logica nella quale, a partire da due proposizioni, o premesse, si trae necessariamente una conclusione). Solo l’esperienza, cioè l’osservazione del dato concreto e la sua descrizione, fornisce il sapere scientifico, che non potrà varcare il limite della probabilità. Questa impostazione portò al principio di economia: dovendo basare le spiegazioni scientifiche dei fenomeni fisici sull’esperienza, va sistematicamente evitato il ricorso a entità inutili, come concetti astratti, essenze, nature, forse, giacchè «non si devono moltiplicare gli enti, quando non è necessario».