Kant

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Kant distingue la conoscenza sensibile da quella intellettuale e ne riconosce rispettivamente l’oggetto nel fenomeno e nel noumeno (2 pagine formato doc)

Con la Dissertazione del 1770, si avvia una fase critica del pensiero kantiano, legata al problema della conoscenza Con la Dissertazione del 1770, si avvia una fase critica del pensiero kantiano, legata al problema della conoscenza.
Kant distingue la conoscenza sensibile da quella intellettuale e ne riconosce rispettivamente l'oggetto nel fenomeno e nel noumeno. - fenomeno è la rappresentazione della cosa reale come appare ai nostri sensi; le cose vengono conosciute solo tramite l'intuizione del soggetto. - noumeno è la rappresentazione della cosa in sé, al di là dell'apparenza. La sua conoscibilità è garantita dalle idee pure dell'intelletto, universali e necessarie.
Nell'Analitica Trascendentale si possono dare 2 giudizi del noumeno: positivo: in cui esso è una cosa in sé, al di là dei fenomeni, => non è conoscibile; negativo: in cui esso indica tutto ciò che non è oggetto dell'intuizione sensibile => unico ammissibile. Nella Critica della Ragion Pura, la ragione è intesa come l'insieme delle facoltà conoscitive umane, => a priori, indipendente dai contenuti (vernuft). Essa si contrappone all'intelletto (verstand) che si attiene ai dati dell'esperienza, mentre la ragione esprime l'esigenza di pensare il noumeno che sta al di là dell'esperienza sensibile e dà origine alle idee. Kant introduce un cambiamento di metodo, ovvero una «rivoluzione copernicana» in filosofia, la quale non deve muovere dalla realtà conosciuta, ma dal soggetto che conosce, dai principi e dalle forme della ragione per individuare quei principi a priori, universali e necessari, che rendono possibile la conoscenza. La scolastica medievale intendeva il trascendentale come nozioni che specificano il concetto universale di ente e che si estendono sul piano, trascendendo dalle categorie aristoteliche. In epoca moderna il termine viene indifferentemente utilizzato come sinonimo di trascendente. Per Kant il trascendente è ciò che va al di là dell'esperienza e del mondo terreno; mentre il trascendentale è il fondamento a priori dell'esperienza che riguarda la possibilità a priori della conoscenza, (Critica Ragion Pratica è trascendentale perché indaga le condizioni a priori di possibilità di ogni conoscenza). Conoscere significa esprimere un giudizio nel quale si costituisce un rapporto tra il soggetto ed il predicato. I giudizi possono essere: analitici: a priori, autoesplicativi, non derivanti dall'esperienza, universali e necessari; sintetici: a posteriori (s+pr si fonda sull'esperienza), a priori (s+pr=necessario e universale, riguarda i fenomeni ma non poggia sull'esperienza), non autoesplicativi, derivanti dall'esperienza, particolari e necessari; sintetici a priori: a priori, non autoesplicativi, non derivanti dall'esperienza, universali e necessari. L'Estetica Trascendentale studia il problema della possibilità di fondare in modo universale e necessario la conoscenza sensibile che ha per oggetto il fenomeno. Essa individua le forme dell'intuizione sensibile nei principi a