Hobbes

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Breve sintesi del pensiero giuridico di Hobbes. (1 pg - formato word) (0 pagine formato doc)

La politica La politica Il diritto naturale La filosofia è una filosofia che può essere costruita “more geometrico” se si conoscono i principi che muovono l'agire umano.
Questi principi sono “il desiderio di avere ciò che è di altri”, e “l'istinto di sopravvivenza”. Insomma, l'uomo ha bisogno dei suoi simili, ma è più portato ad odiarli che ad amarli, il fondamento della società è la paura, non l'amore. Prima della nascita della società, gli uomini vivono in uno stato di guerra permanente, in quanto tutti pretendono di possedere ciò che è degli altri, e niente può impedire il torto, poiché non esistono leggi che stabiliscano dove sia il torto o la ragione. Così ognuno ha diritto su tutto e su tutti (diritto naturale) La legge naturale La condizione di guerra totale non dura in eterno, se fosse così il genere umano sarebbe già scomparso, ma anche quando finisce gli uomini mostrano sempre di diffidare dei loro simili.
Essendo gli uomini dotati di ragione, possono individuare quel principio basilare da cui discendono le leggi naturali della vita civile. La legge naturale di Hobbes si distacca nettamente da quelle tradizionali, in quanto non ha nulla di divino, è un prodotto della ragione umana e ha uno scopo bene preciso. La prima legge naturale è “cercare e ottenere la pace, se non è possibile, allora usare la guerra”, da questa ne discende direttamente un'altra: ogni uomo deve rinunciare al suo diritto naturale e riconoscere a se stesso tanto diritto quanto ne riconosce agli altri. L'applicazione di questa seconda legge prevede un trasferimento di diritti, e quindi anche la stesura di una serie di patti, e da ciò deriva la terza legge, cioè “bisogna stare a i patti”. Lo stato e l'assolutismo Lo stato viene istituito con la seconda legge: lo stato è il risultato di quel patto mediante cui ognuno trasferisce il proprio diritto naturale a un'autorità, lo stato è la persona civile per eccellenza, poiché congrega l'opinione e il desiderio di tutti può essere considerata una persona sola. Lo stato è un Dio mortale, il suo potere è assoluto, può disporre a proprio piacimento degli averi dei singoli, lo stato è sovrano e tutti gli altri sono sudditi. Hobbes sostiene l'indivisibilità dei poteri, che se fossero divisi porterebbero oppressione per i sudditi oppure una guerra civile. Lo stato è l'unico arbitro del torto e della ragione, ingloba in sé anche la chiesa e inoltre non può essere rovesciato: il patto che lo ha costituito è stato fatto dai cittadini e fra i cittadini, non fra i cittadini e lo stato. Ha comunque delle limitazioni poiché non può obbligare i cittadini a fare del male a se stessi o impedirgli di difendersi, i cittadini sono comunque liberi di fare ciò che lo stato non vieta.