Socrate

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Introduzione allo studio del pensiero del padre fondatore della filosofia ateniese (3 pagine formato doc)

Socrate, padre fondatore della filosofia ateniese, è un sofista, si serve con grande abilità dell'uso della parola, ma al contrario dei sofisti non fa coincidere la verità con l'opinione e meno che mai la nega, ma ne fa il fine ultimo della filosofia.
Dunque, la filosofia per Socrate non è possesso della verità o negazione della verità, ma ricerca della verità. La parola ha adesso il suo vero significato: "amore per la sapienza". Non si ama ciò che si è ma ciò che si vuol possedere, quindi l'uomo non possiede la verità ma vuole conoscerla. Dunque, il filosofo è colui che cerca la verità, cerca di avvicinarsi alla sapienza.
Non possiede nessuno dei due, ma sa che esistono come fine ultimo della sua ricerca.

Socrate adotterà la dialettica negativa di Parmenide, cioè la verità non esiste, non coincide con l'opinione, e quindi compito della filosofia è smantellare le opinioni, gli errori, demolire sistematicamente ciò che sembra vero per spianare la strada in direzione della verità. La dialettica ha la funzione di smascherare l'errore. Socrate non scrive neanche una parola, ma si conosce il suo pensiero dai suoi discepoli che lo hanno rappresentato in numerose opere giunte fino a noi. I discepoli sono parecchi, ma il più famoso di tutti è Platone. Per cui, il 90% dei pensieri di Socrate, li ricaviamo dalla dialettica di Platone. Almeno in parte, ciò che Platone attribuisce al maestro, deve essere stato detto da lui. Quindi, si può ragionevolmente riconoscere una filosofia Socratica.

In genere, questa filosofia coincide con le opere giovanili, quelle della prima fase. In polemica con i sofisti e con gli argomenti sofistici insegna, dunque, che compito della filosofia è ricercare, far venir fuori, la verità non da un procedimento persuasivo ma piuttosto da una serie di domande a risposta interna. Queste domande, in cui Socrate è maestro, sono quelle retoriche. Dunque Socrate è innanzitutto un abilissimo utilizzatore delle parole. La forma interrogativa è rafforzativa dell'enunciato. La finta domanda contiene una enunciazione rafforzata, ovvero attraverso la domanda retorica si trasforma qualcosa di falso in verità. Dunque, una domanda finta che serve a generare consenso vero intorno a una qualche interpretazione.