Guglielmo di Ockham

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Teoria della conoscenza, rasoio di Ockham, critica ai concetti di sostanza, di causa e effetto, di causa finale, esistenza di Dio e approdo ragione e fede con volontarismo divino (1 pagine formato doc)

Per Ockham la realtà è fatta di singole cose che noi conosciamo per intuizione, la nostra conoscenza deriva sempre dall’esperienza delle singole entità.
Ockham ammette la realtà solo per la materia, le sostanze individuali e le qualità individuali, mentre i concetti universali, derivando da un atto del pensiero, hanno natura mentale e linguistica. Questa riduzione delle entità ammesse come reali è l’applicazione di un principio di economia, conosciuto come ‘rasoio di Ockham’. Ockham adotta questo rasoio anche nella propria teoria della conoscenza, rifiutando tutti quei passaggi non indispensabili. Le strutture intermedie, come le specie intellegibili con cui il pensiero ricaverebbe per astrazione il concetto universale, non sono richieste, ma per spiegare la conoscenza basta partire dalla nostra capacità di intuire gli enti particolari realmente esistenti e dalla capacità della nostra mente di universalizzare.


Ockham chiama cognizione intuitiva l’atto mentale con cui cogliamo la presenza di un fatto singolare e delle sue caratteristiche, ed è una conoscenza certa perché basata sull’evidenza della realtà; mentre si ha una cognizione astrattiva quando si pensa a qualcosa che non è presente, e questa è una conoscenza che si può avere solo se si è già avuta una cognizione intuitiva diretta dell’oggetto.


Ockham con il proprio rasoio taglia tutta la costruzione teoria di San Tommaso, inoltre, ritenendo che con la ragione non si può dimostrare nulla di ciò che riguarda la conoscenza meta empirica, quindi sostenendo i principi dell’empirismo radicale, elimina il problema del rapporto tra ragione e fede, perché tutto ciò che va al di sopra dell’esperienza non può essere dimostrato dalla nostra ragione.


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