Platone e l'Apologia di Socrate

Appunto inviato da sarastor
/5

Platone e l'Apologia di Socrate, la difesa di Socrate e la polemica contro i Sofisti e la dottrina delle idee (24 pagine formato doc)

PLATONE E APOLOGIA DI SOCRATE

Platone.

Primo periodo: la difesa di Socrate e la polemica contro i Sofisti. L'Apologia di Socrate e i primi dialoghi. I due primi periodi dell'attività filosofica di Platone sono dedicati all'illustrazione e alla difesa dell'insegnamento di Socrate e alla polemica contro i Sofisti. L'Apologia e il Critone chiariscono l'atteggiamento di Socrate di fronte all'accusa, al processo e alla condanna e il suo rifiuto di sottrarsi alla condanna.
L'Apologia è sostanzialmente un'esaltazione del compito che Socrate si è assunto di fronte a se stesso e di fronte agli altri, e perciò l'esaltazione della vita consacrata alla ricerca filosofica. Si può dire che l'intero significato dello scritto è nella frase: "Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta dall'uomo". Già nella presentazione che Platone fa di Socrate nell'Apologia è evidente che egli vede incarnata nella figura del maestro quella filosofia come ricerca alla quale egli stesso doveva dedicare l'intera esistenza. Il Critone ci presenta Socrate di fronte al dilemma: o accettare la morte per il rispetto che l'uomo giusto deve alle leggi del sito paese o fuggire dal carcere, secondo la proposta degli amici, e così smentire la sostanza del suo insegnamento.

Apologia di Socrate: struttura

COSA DICEVA PLATONE

L'accettazione serena che Socrate fa del destino cui è condannato è l'ultima prova della serietà del suo insegnamento. Un numeroso gruppo di dialoghi illustra invece i capisaldi dell'insegnamento socratico, che per Platone sono fondamentalmente tre:
1) la virtù è una sola e si identifica con la scienza;
2) solo come scienza, la virtù è insegnabile;
3) nella virtù come scienza consiste la felicità dell'uomo.
Queste tesi sono esplicitamente presentate e difese nei dialoghi più maturi e più ricchi di questa fase dei pensiero platonico: nel Protagora e nel Gorgia. Il metodo seguito da Platone in questi dialoghi minori è quello dialettico: si ammette, cioè, in via d'ipotesi, la tesi opposta a quella di Socrate e si fa vedere che essa non conduce a nulla o conduce a conseguenze assurde, rimanendo così confutata. La tesi fondamentale di Socrate che la virtù sia scienza suppone evidentemente che la virtù sia una sola (la scienza); che non ci siano (cioè) tante virtù, l'una diversa dall'altra, ognuna delle quali sia definibile isolatamente.

ACCUSATORI DI SOCRATE

Alcuni dialoghi fanno appunto vedere l'impossibilità che esistano virtù diverse indipendenti l'una dall'altra, mostrando come non si riesca in realtà a definire isolatamente tali virtù. Se, per esempio, la santità, il coraggio, la saggezza, fossero virtù diverse tra loro e diverse dalla scienza, dovrebbe essere possibile definire ognuna di queste virtù per suo conto, senza rapporto con le altre. Ma tre dialoghi appartenenti al gruppo citato (Eutifrone, Lachete e Carmide) fanno vedere come né la santitá, né il coraggio, né la saggezza siano definibili in questo modo; e che, se ci si ostina a considerare ognuna di queste virtù per suo conto, isolatamente dalla scienza, nulla si può dire intorno alla loro natura. Tali dialoghi quindi suggeriscono che la virtù non è molteplice ma una, e si riduce alla scienza.
Inoltre, se la virtù è una sola, uno solo dev'essere l'ideale o, come meglio si direbbe, il valore, che essa tende a realizzare. Se invece le virtù fossero diverse, ognuna di esse tenderebbe a realizzare un ideale o valore diverso: per esempio una tenderebbe a realizzare il bene, l'altra l'utile, l'altra il santo, ecc.