Niccolò Machiavelli: vita e pensiero

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Riassunto su Niccolò Machiavelli: vita e pensiero politico e filosofico (3 pagine formato doc)

NICCOLO' MACHIAVELLI: VITA E PENSIERO

Niccolò Machiavelli (1469-1527).

Niccolò Machiavelli iniziò la sua carriera politica nel 1498 al servizio della Repubblica. Svolse questo lavoro per 14 anni, fino al 1512. Era uomo di fiducia di Piero Soderini. Era talmente fedele alla Repubblica che quando i Medici tornarono al potere lo licenziarono dal ruolo che aveva precedentemente. Era troppo fedele alla Repubblica, la considerava la migliore forma di governo per Firenze.

Dopo il ritorno dei Medici, Machiavelli fu imprigionato e sottoposto a tortura perché accusato di partecipare ad una congiura contro i Medici.
Più tardi fu riconosciuto innocente e mandato in esilio a San Casciano. Qui scrisse la lettera a Francesco Vettori, datata 10/12/1513,  raccontandogli come passa le sue giornate. Lo informò anche di avere scritto un opuscolo, “Il Principe”, che voleva spedire a Giuliano de' Medici, perché attraverso quell'opera sperava di tornare al servizio dello stato e quindi dei Medici.
La sua povertà è la prova che ha lavorato onestamente al servizio dello stato. A quell'epoca era povero come lo era 15 anni prima. “Mi riprendano i Medici, ne trarranno vantaggio”.

Niccolò Machiavelli: virtù e fortuna

MACHIAVELLI, PENSIERO FILOSOFICO

Se si vuole capire il Principe è necessario conoscere la storia personale di Machiavelli e la storia d'Italia, che a quell'epoca era un campo di battaglia sul quale combattevano Francia e Spagna. “Il Principe” parla quindi della ruina d'Italia. Egli sapeva che continuando così l'Italia avrebbe perso la propria libertà, come accadde nel 1559 con la pace di Cateau-Cambresis quando l'Italia cadde sotto il dominio spagnolo.
Attraverso “il Principe” Machiavelli dice che all'Italia manca uno stato, motivo per cui è in ruina. Occorre anche che ci sia una persona in grado di fare quello che lui gli insegna. Negli anni successivi l'opera venne considerata il primo dei libri proibiti, un libro che un buon cristiano non doveva assolutamente leggere. Si diceva che Machiavelli l'avesse scritto sotto ispirazione del diavolo perché c'erano scritte cose contro corrente, cose scandalose. Dei 26 capitoli di cui è composta l'opera, i più scandalosi sono quelli che vanno dal 15° al 26°.
Egli sapeva di scrivere cose nuove, ne era consapevole, però restava fedele alla realtà delle cose, come erano le cose a quel tempo. Per parlare di politica andava DRIETO alla realtà delle cose, si basava su di essa.

PENSIERO MACHIAVELLICO

“Gli uomini per loro natura non sono buoni”. Machiavelli considerava gli uomini tristi (=dei poco di buono) e semplici (=ingenui).
Un uomo, specialmente un principe, che vuole sempre essere buono in mezzo a tanti che buoni non sono, è naturale che si rovini. Per non rovinarsi deve, se necessario, imparare ad essere non buono.
Un principe, quindi, per non rovinarsi non deve comportarsi da buon cristiano. => SCANDALOSO!
Un principe deve essere non buono e seguire questa regola secondo le necessità, deve quindi capire quando è opportuno essere buoni e quando è opportuno non esserlo. Non dice di comportarsi sempre in modo non buono. Un principe non è un buon principe quando si comporta in modo non buono quando non è necessario.

MACHIAVELLI, RIASSUNTO

Niccolò voleva consigliare a un principe nuovo che potesse liberare l'Italia dai barbari. Voleva la costituzione in Italia di uno stato, affinchè non venisse più invasa dai barbari.
“Un vero principe è colui che vuole dare pace ai suoi sudditi.”
“Tutti i mezzi vanno bene per perseguire la costruzione di uno stato.”
Qualità che rendono un principe meritevole di biasimo (= critica, condanna)
–misero: non ama troppo dare le proprie cose
–rapace
–crudele
–fedifrago: infedele
–effeminato e pauroso
–incredulo: non ha credenze religiose
Qualità che rendono un principe meritevole di lode
–munifico: generoso
–capace di donare
–pietoso: capace di usare la pietà
–fedele
–feroce e coraggioso
–religioso