Hegel

Appunto inviato da giuggiferrari
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Appunto riguardante: gli scritti giovanili, il confronto critico con le filosofie contemporanee, le tesi del sistema di Hegel, l'idea di natura e di spirito, la dialettica hegeliana, la fenomenologia dello spirito, la ragione e la filosofia come sistema (6 pagine formato doc)

GLI SCRITTI GIOVANILI
Possiamo dividere gli scritti giovanili di Hegel in tre periodi, ma tutti e tre hanno come denominatore comune la religione.
L’interesse di Hegel per la religione si inserisce nel dibattito di quegli anni, ma è soprattutto una occasione di affrontare il problema del rapporto tra l’individuo e l’assoluto che emerge dal cristianesimo e in particolare dalla figura del Dio-uomo. alla religione cristiana, con il suo modello dogmatico, viene spesso contrapposta la religiosità della Grecia classica, e cioè momento di unione tra l’individuo e la comunità, modello etico per Hegel. 
Nello scritto Religione popolare e cristianesimo, Hegel distingue tra religiosità oggettiva, ossia l’insieme dei dogmi e dei riti in cui si traducono e religiosità soggettiva, cioè interiorizzata e tradotta in moralità. Il favorire il passaggio da una all’altra, e cioè di creare una religione popolare, è un compito affidato allo stato.
La religiosità a cui Hegel allude è simile a quella del mondo classico greco capace di tradursi in morale comunitaria.


Hegel distingue tra cristianesimo storico, come insieme di credenze e dogmi, e cristianesimo inteso come affermazione di una moralità razionale. Nel primo caso la religione è diventata una forma di dominio ed espressione di decadenza, nel secondo è invece compresa nella sua realtà in quanto coincide con la virtù civica, come presso i greci, l’uomo vede nella religione dei valori in cui riconoscersi. In quest’ultimo caso viene superata la separazione la l’umano e il divino.
Nello scritto Lo spirito del cristianesimo e il suo destino, la riflessione di Hegel si concentra su una critica all’ebraismo il cui limite consiste nella scissione tra individuo e universale. La storia dell’ebraismo inizia con il diluvio che segna la rottura tra uomo e natura, che da allora diventa estranea e nemica, ma siccome che l’uomo non può prescindere da esse, stabilisce un patto con Dio, sottomettendosi alla legge divina. Alla scissione tra uomo e natura si aggiunge quella dell’uomo con se stesso (in quanto formato da anima e corpo). Hegel sottolinea una riconciliazione dell’uomo con se stesso.
Questa scissione della religione ebraica è superata nel cristianesimo mediante l’unico comandamento, quello dell’amore che riconcilia l’infinito con il finito e dalla figura di Cristo, l’Uomo-Dio. 


IL CONFRONTO CRITICO CON LE FILOSOFIE CONTEMPORANEE
L’analisi delle filosofie di Fichte e di Schelling riguarda il tema della scissione e della riconciliazione tra finito e infinito. Fichte pone le premesse per una filosofia dell’infinito, ma il suo è un “cattivo infinito” poichè il limite che l’Io fichtiano si pone non è mai completamente superato. La sua dialettica viene apprezzata da Hegel, ma anch’essa risulta illusoria, poichè si svolge tra due termini tra i quali uno, il Non-io deve essere rimosso.