Repubblica di Platone: commento e analisi

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Analisi dettagliata, descrizione dei personaggi e commento della Repubblica di Platone (2 pagine formato doc)

REPUBBLICA PLATONE: COMMENTO

La Repubblica. Datazione. La Repubblica è il più importante trai dialoghi di Platone e i suoi contenuti spaziano dall'etica, alla politica, fino alla psicologia.

È però difficile trovare una datazione precisa della sua composizione, perché nessuna opera dell'antichità è stata pubblicata in un determinato anno (causa inesistenza della stampa) e poi perché, essendo un'opera molto ampia, è stata composta in un esteso periodo di tempo.
Sappiamo però per certo che il suo primo viaggio a Siracusa, nel 388/7, è stato ispirato da motivi filosofici delineati nel V libro, quindi è sicuro che a quell'epoca Platone avesse già in mente le idee centrali della filosofia della Repubblica.
Se esiste un periodo più o meno orientativo in cui è possibile collocare l'inizio della stesura, è invece più difficile identificare la fine della composizione, sappiamo però per certo che il giorno della sua morte Platone stava lavorando ancora sull'inizio del dialogo.
Per quanto riguarda la posizione cronologica tra i dialoghi platonici, la Repubblica si colloca sicuramente tra il Gorgia e il Fedone.

La Repubblica di Platone: riassunto

AMBIENTAZIONE, PERSONAGGI E TEMI REPUBBLICA PLATONE

Ambientazione e Personaggi. Il dialogo si svolge a casa di Cefalo, il giorno della prima celebrazione della festa delle Bendidie (una cerimonia notturna offerta dai Traci residenti, nel Pireo, alla loro dea Bendi) e tra i personaggi della società ateniese spiccano giovani aristocratici, ricchi artigiani e intellettuali.
Tra gli intellettuali, i più importanti sono Socrate (protagonista) e il sofista Trasimaco.
A loro si oppongono politicamente Lisia, che assiste al dialogo senza intervenire, e suo fratello Polemarco (entrambi democratici e figli di Cefalo).

Polemarco, alleato di Socrate nel dialogo, proprio come lui era stato vittima della repressione antidemocratica per mano dei Trenta Tiranni nel 404 (Socrate invece nel 399) → vittime di regimi ingiusti che la Repubblica voleva riformare.
L'aristocrazia ateniese, a cui era destinato il dialogo, era rappresentata dai fratelli di Platone, Glaucone e Adimanto, che diventeranno dal 2° libro i soli interlocutori di Socrate.
I personaggi della repubblica rappresentano sia gli avversari delle tesi di Platone che vengono confutati, che i suoi destinatari che devono essere convinti.

La Repubblica di Platone: commento e spiegazione

PLATONE RIASSUNTO

Forma letteraria: autonomia del dialogo e dei personaggi
La Repubblica è un testo di tipo diegetico-mimetico, in cui la parte narrativa fa da cornice ad una più lunga parte dialogica (la parte narrativa è ridotta ma non meno importante).
La mimesi teatrale permette agli spettatori di identificarsi con i personaggi messi in scena, che siano essi positivi o negativi.
Il dialogo diegetico è quello prevalente nel romanzo ed esprime tutto quello che non può essere detto col semplice dialogo fra i personaggi, quindi ci sono anche descrizioni accessorie dei luoghi, condizioni ecc.
Il dialogo mimetico invece e' quello dove i personaggi dialogano tra loro quindi, vi e' un dialogo diretto.
Con questo espediente Platone dunque voleva fare in modo che i lettori si immedesimassero nei suoi personaggi, riconoscendo le loro posizioni e il chiarimento delle convinzioni → non ci sarebbero stati più i pregiudizi del passato, anzi i lettori si sarebbero aperti a nuovi orizzonti intellettuali.
La rappresentazione di Platone dei personaggi dei dialoghi però non vuole però riprodurre con fedeltà le posizioni della figura storica, ma vuole rendere il personaggio riconoscibile ai lettori contemporanei attraverso degli atteggiamenti intellettuali che li rendono autonomi e indipendenti.
L'autonomia dei pg spinge a ripensare la posizione di Platone rispetto al dialogo, nel quale egli è assente. Platone infatti non può essere identificato neanche in Socrate perché quest'ultimo cambia atteggiamento di dialogo in dialogo: a volte appare anche incapace di confutare il suo interlocutore (con Trasimaco, libro I).