Gli ideali di libertà e felicità secondo Spinoza

Appunto inviato da alice2006
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in breve, un excursus sulle tematiche del pensiero spinoziano. Comprende dettagli biografici, l'autonomia e gli ideali di libertà e felicità (3 pagine formato doc)

GLI IDEALI DI LIBERTA' E FELICITA' SECONDO SPINOZA

Spinoza.

Vive in Olanda nella metà del ‘600 ma è nato in Portogallo da una famiglia di Ebrei. In seguito alle persecuzioni lascia il Portogallo con la sua famiglia e si stabilisce nel “Regno della tolleranza” (così era soprannominata l’Olanda). È considerato il punto di riferimento per gli ebrei liberali: sviluppa infatti la sua filosofia lontano da accademie e università.
Il suo mestiere è l’arrotatore di lenti, è un artigiano quindi e pensa alla filosofia come a un “lavoro artigiano” che richiede AUTONOMIA e LIBERTA’.
Per Spinoza le cose sublimi (cioè quelle più belle) sono le più rare e difficili da conseguire; al di là del razionalismo che può far sembrare la filosofia di Spinoza fredda, vi sono 2 IDEALI fondamentali: la FELICITA’ e la LIBERTA’ e la filosofia ha proprio la funzione portare lo spirito contemporaneamente alla felicità e alla libertà, ha una funzione terapeutica. Il fine della filosofia è infatti proprio coniugare questi 2 ideali: non si può essere felici se non si è liberi e non si può essere liberi se non si è felici.

Riassunto su Spinoza


SPINOZA: LIBERTA' E NECESSITA'

L’opera principale di Spinoza e “Etica, ordine geometrico demonstrata” in cui cerca di ricostruire un’ ETICA RAZIONALISTICA grazie ad un insieme di regole di vita pratica aventi la stessa VALIDITA’ GEOMETRICA, UNIVERSALE E NECESSARIA della matematica.

Il metodo che usa è un metodo geometrico di tipo deduttivo: si parte ovvero da premesse evidenti e certe per trarne conclusioni. L’etica parte infatti da DEFINIZIONI o ASSIOMI che sono proposizioni non dimostrate o dimostrabili chiare e certe proprio come dice il titolo della sua maggiore opera.
Il suo procedimento per arrivare a conclusioni vere sembrerebbe molto simile a quello di Cartesio ma Spinoza, a differenza sua, segue il  procedimento inverso (Cartesio = parte dall’io per arrivare a Dio; Spinoza = parte da Dio per dedurre tuta quanta la realtà).

Spinoza: la filosofia


SPINOZA: LIBERTA' DI PENSIERO

Innanzi tutto parte da UNA sola definizione di sostanza (Cartesio = 3 sostanze: sostanza divina – Dio, sostanza estesa – spirito, sostanza pensante – corpo): Spinoza riconosce l’esistenza di una sola sostanza che è Dio dandone però la stessa definizione che aveva dato Cartesio: ciò che sussiste in sé e per sé e non ha bisogno di altro né per esistere né per essere pensata.
A differenza di Cartesio invece introduce due nuovi concetti:

•    Attributo: esso è ciò che l’intelletto percepisce della sostanza come costituente la sua essenza, esprime un carattere essenziale e, come la sostanza, sussiste in sé e per sé e siccome la sostanza (cioè Dio) è infinita anche i suoi attributi saranno infiniti.
•    Modi: ciò che NON sussistono in sé e per sé ma per altro che da sé, sono determinazioni particolari degli attributi, derivano dalla sostanza e devono ad essa la loro esistenza (Dio è la loro CAUSA PRIMA) Siccome non c’è alcun tipo di interazione tra i vari attributi ed è impossibile che un modo dell’attributo pensiero derivi da un modo dell’attributo estensione. Non c’è nesso causale tra modi di attributi diversi ma CONCATENAZIONE CAUSALE tra i modi di uno stesso attributo.

Pensiero di Spinoza: riassunto


SPINOZA: LIBERTA' DI DIO

La ragione di questa concatenazione è Dio che è l’unico ORDINE di connessione tra i modi finiti dei diversi attributi infiniti (l’ordine e la connessione delle idee si identifica con l’ordine e la connessione delle cose). Su questa base Spinoza distingue due tipi di modi FINITI e INFINITI: infatti tra “infiniti attributi infiniti” e “infiniti modi finiti” Spinoza si rende conto che c’è un dislivello troppo alto tra il piano dell’infinito e quello dell’infinito. Perciò introduce gli “infiniti modi infiniti” (per estensione) che sono concetti generali presenti in tutti i corpi particolari i nelle cose finite (sono il ponte di collegamento tra finiti e infinito), come per esempio il movimento ma siccome, aggiunge Spinoza, già l’estensione è infinita ed è presente in tutti i corpi estesi, non è necessario introdurre un concetto intermedio.