L'arte di ottenere ragione - Schopenauer

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Riassunto dei 38 stratagemmi + alcuni concetti esposti nell'introduzione (formato txt) (0 pagine formato txt)

L'arte di ottenere ragione - Arthur Schopenhauer 1.
Cos'è la dialettica secondo Schopenhauer Secondo Schopenhauer la dialettica è: "L'arte di disputare", più precisamente l'arte di disputare per ottenere ragione con ogni mezzo, lecito od illecito che sia; quindi essa è composta da un sistema di regole e tecniche che servono alle persone che si accorgono di avere torto in una disputa ad ottenere ugualmente ragione agli occhi degli altri. 2. In quale contesto si applica La dialettica si applica in una disputa nel momento in cui ci sembra di non avere più ragione agli occhi degli altri a causa di una confutazione ben fatta dall'avversario, che, a volte, può farci credere di avere veramente torto. In questi casi la vanità ci spinge a non accettare il fatto di avere torto e quindi a cercare di mettere in contraddizione l'avversario per fare passare lui dalla parte del torto indifferentemente dal fatto che noi abbiamo ragione veramente oppure no, infatti, avere ragione o torto, è lo scopo della disputa e ciò non si può sapere mentre questa è ancora in corso, ma solo alla "resa dei conti".
3. Qual è il fine della dialettica e in cosa si distingue dalla logica Il fine della dialettica è quello di imporre le proprie tesi su quelle dell'avversario indipendentemente dalla loro verità o falsità oggettiva, quindi quello di insegnare a difendersi dagli attacchi di ogni genere e, soprattutto, da quelli sleali; o di assalire l'avversario con i suoi stessi mezzi al fine di difendere le proprie affermazioni e rovesciare quelle avversarie. La dialettica e la logica presentano due grandi differenze: la logica si occupa solo della forma delle proposizioni, mentre la dialettica del loro contenuto; ma soprattutto la logica si pone come di fine quello di portare alla luce la verità oggettiva di un'inferenza, mentre nella dialettica non è per nulla importante la ricerca della verità oggettiva, ma è importante quella della verità soggettiva (imporre la propria tesi). 4. Quali sono le critiche di Schopenhauer ad Aristotele Secondo Schopenhauer, Aristotele commette l'errore di non definire nettamente la differenza tra logica e dialettica, infatti egli sostiene che la dialettica ha allo stesso tempo sia lo scopo di disputare che quello di ricercare la verità. Nella sua opera, Aristotele, è conscio della differenza delle due azioni, ma non le tiene abbastanza divise cosicché nel suo elenco di regole per imporre le proprie tesi sull'uditorio se ne trovano anche alcune che conseguono il ritrovamento della verità. Inoltre, sempre secondo Schopenhauer, Aristotele, nella sua trattazione scientifica della dialettica, non raggiunge lo scopo pratico che si era presupposto; infatti, nella sua esposizione nei Topici, si occupa delle regole (Topoi) che stabiliscono i rapporti tra i contenuti delle proposizioni (e non della forma come aveva fatto negli Analitici), ma lo fa in maniera ancora formale perché raggruppa i concetti che analizza in classi e quindi analizza i rapporti non tra co