La concezione platonica dell'arte

Appunto inviato da demarchivalentina96
/5

Esposizione del mito della caverna, interpretazione degli elementi mitici, analisi degli aspetti filosofici; critica platonica all'arte e ragioni di tale critica (2 pagine formato doc)

MITO
Immaginiamo che ci siano alcuni uomini imprigionati con delle catene in una grotta sotterranea e costretti a fissare la parete della grotta.
Alle loro spalle c’è un muretto dal quale altri uomini, senza mostrarsi, fanno sporgere delle statuette. Ancor più avanti un fuoco la cui luce consente alle statuette di essere proiettate sulla parete. Per i prigionieri tali ombre costituiscono l’unica realtà esistente. Ma se supponessimo che uno dei prigionieri riuscisse a rompere le catene e a liberarsi, egli voltandosi si renderebbe conto di aver precedentemente osservato solo delle immagini della vera realtà che sono le statuette. Ma se l’uomo riuscisse ad uscire dalla grotta si renderebbe ulteriormente conto che le statuette non sono che l’imitazione della realtà, che è l’insieme delle cose presenti all’esterno della grotta.


A causa dell’eccessiva luminosità proveniente dal Sole e alla quale lo schiavo non è abituato, egli inizialmente osserverà le cose reali solo attraverso il loro riflesso nelle acque e solo dopo riuscirà ad osservarle direttamente, contemplandole.
Pur essendo tentato dal rimanere a contemplare quella bellezza superiore, l’ex-prigioniero si sente in dovere di raggiungere i suoi compagni per comunicare loro quanto scoperto. 


Tuttavia ritornato nell’oscurità della grotta, a cui non è più abituato, fatica ad orientarsi e per questo viene deriso dai suoi compagni. Essi lo accusano di avere gli occhi “guasti” e intanto ricoprono di onori quelli abili a distinguere le ombre. Infine, infastiditi dal tentativo dell’ex-prigioniero di convincerli a fuggire dalla grotta, essi lo uccideranno.