Così parlò Zarathustra della visione e dell'enigma

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così parlò Zarathustra, opera più celebre e suscettibile di interpretazioni di Nietzsche (1 pagine formato doc)

Così parlò Zarathustra della visione e dell'enigma.

COSÌ PARLÒ ZARATUSTRA - Un profeta Mago è accompagnato da un nano e hanno disavventure come la visione che ha dopo essersi avventurato su immergo sentiero. Arrivano ad un CANCELLO con scritto ATTIMO dal quale si aprono due VIE: l'una verso il PASSATO, l'altra verso il FUTURO. Zaratustra chiede al nano se le vie sono destinate a divergere per sempre o a rincontrarsi. Il nano in modo sibillino dice che tutte le cose dritte mento ok è che la verità è nel circolo.

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Il pastore si rotola preso dal ripreso del SERPENTE che gli si era rotolato nelle fauci mentre dormiva.
Rappresenta la teoria CIRCOLARE, il pastore è l'uomo comune terrorizzato che gli istanti si ripetono per l'eternità. Il morso con il quale si libera è il gesto eroico del superio che consente di accettare questa prospettiva. Il riso a cui si abbandona vincendo l'iniezione rappresenta la felicità perché si è consapevoli, è sereno, si è liberato dalla paura di ogni condizionamento, è pronto ad accettare tutto persino che la vita si ripeti.

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Non si può modificare nulla se non il proprio ATTEGGIAMENTO nei confronti di quelli istante che invece resta quello che è. Con la creatività si conferiscono nuovi significati all'istante. La sanzione ultima del superuomo è l'accettazione dell'eterno ritorno. È colui che accetta la vita così come è senza aspettarsi nulla dalle condizioni che gli sono spettate.