La Critica del giudizio di Kant: riassunto

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La facoltà del giudizio; la distinzione in giudizi dell'intelletto e giudizi del sentimento, che a sua volta si divide in: giudizio estetico (bello e sublime) e giudizio teleologico (2 pagine formato doc)

CRITICA DEL GIUDIZIO DI KANT: RIASSUNTO

La Critica del giudizio di Kant. Nella terza e ultima critica, la “Critica del giudizio”, Kant analizza la facoltà del giudizio, che è considerata intermedia tra intelletto, nella “Critica della ragion pura”, e ragione, nella “Critica della ragion pratica”.

Essa si identifica con il sentimento, attraverso cui l’uomo fa esperienza della finalità insita nel reale.
La prima importante precisazione riguarda la differenzazione di due giudizi:
• Giudizi dell’intelletto, detti “determinanti”, i quali unificano il molteplice attraverso le categorie dell’intelletto, determinando l’oggetto fenomenico; essi conferiscono unità e necessità al fenomeno.
• Giudizi del sentimento, detti “riflettenti”, i quali riflettono su ciò che esiste già dal punto di vista teoretico,essi non si interrogano sul problema della conoscenza ma colgono la bellezza e la finalità dell’oggetto.

Critica del giudizio di Kant: spiegazione

CRITICA DEL GIUDIZIO RIASSUNTO

Si distinguono in:
1.

Giudizio estetico, il quale è relativo all’arte e alla bellezza; e si differenzia in:
Il bello, Kant osserva che per stabilire se una cosa è bella oppure no, non adoperiamo la facoltà teoretica ma il sentimento di piacere o dispiacere che l’oggetto suscita in noi; questo giudizio è puramente contemplativo, infatti è classificato tra i giudizi “riflessivi”, che si limitano a riflettere su oggetti già costituiti dall’intelletto, cui il sentimento si rivolge senza altro scopo che quello di valutare se essi suscitano o meno un particolare gradimento.
Il giudizio di gusto è assolutamente disinteressato, non riguarda l’oggetto in sé bensì la rappresentazione di esso e il sentimento che suscita (il carattere disinteressato del bello deriva dalla concezione dell’estetica quale gioco:la lettura, ad esempio, a parere di Kant non mira alla conoscenza e il piacere nella lettura deriva dal fatto che essa da libero sfogo all’immaginazione e dell’intelletto).

Critica del giudizio di Kant: spiegazione in breve

FUNZIONE EPISTEMOLOGICA DEL GIUDIZIO RIFLETTENTE

Kant afferma che il giudizio del bello è universale “il bello è ciò che piace universalmente, senza concetto”, esso richiede che il sentimento di piacere che ne scaturisce sia condiviso da tutti; il carattere dell’universalità è dato dal fatto che gli uomini hanno comuni strutture mentali, hanno un senso comune.
La bellezza non risiede negli oggetti ma nel soggetto, che vivendo il sentimento di armonia in sé, lo proietta inconsapevolmente sugli oggetti. Il soggetto cogliendo l’accordo con l’oggetto, gli conferisce l’attribuzione della “bellezza”.
Kant, anche in quest ambito operò una sorta di rivoluzione copernicana, che inverte i rapporti tra soggetto e oggetto, in virtù della teoria del senso comune.
Il sublime, esso consiste in un sentimento dell’illimitato che provoca una sorta di “piacere orrore”, il sublime di differenzia in:
a) Matematico, che ha per oggetto la grandezza della natura (ad es. l’immensità del cielo o del mare)
b) Dinamico, nasce di fronte alla potenza della natura (ad es. gli spaventosi scenari di un terremoto o di una tempesta)