Il Defensor pacis di Marsilio da Padova: il riassunto

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riassunto "Il defensor pacis" di Marsilio da Padova e il contesto storico dell'opera (4 pagine formato pdf)

Il Defensor pacis di Marsilio da Padova: il riassunto - Marsilio da Padova e il problema del potere papale Il dibattito sulla plenitudo potestatis tra il 1200 e il 1300 Con la progressiva temporalizzazione della Chiesa romana e la paralella sempre più crescente ambizione dell'impero germanico di controllare il potere vescovile entro il sistema feudale, tra l'XI e il XII secolo i due poteri si contesero le investiture dei vescovi fino al concordato di Worms del 1122 che stabiliva la nomina dei vescovi da parte del Papa ma sempre davanti alla presenza dell'imperatore.



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Tuttavia il conflitto tra Papa e imperatore non fu definitivamente spento, fatto sta che nei secoli successivi in Europa si accese il dibattito politico, filosofico e culturale riguardo alla relazione politica tra papato e impero e alla legittimità del potere temporale della Chiesa.
I principali documenti (veri o presunti), che erano in mano allo Stato Pontifcio e che quest'ultimo utilizzava per autolegittimarsi, erano la donazione dell'impero a papa Silvestro da parte di Costantino datata 315 (anche se nel 1440 si scoprì che era un documento falso), l'incoronazione di Carlo Magno nell'800 e la deposizione nel 752 dell'imperatore Childerico III da parte di papa Zaccaria in favore di Pipino il Breve.

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A livello filosofico regnava l'agostinismo politico secondo il quale la Giusitizia di Dio doveva essere il criterio per il governo politico e la città celeste di Dio era
rappresentata nel mondo terreno dalla Chiesa romana, il cui potere politico era indispensabile per la salvezza eterna. L'aderenza del papato alla filosofia politica di Agostino (354-430) è testimoniata dall'epistola di papa Gelasio I del 494, il quale scrisse che il mondo era retto da due principi: la potestà regale (potere politico esecutivo) e la sacrà autorità dei vescovi (potere sull'anima e potere legislativo);